7 Gennaio 2010

Il ritorno dell’autorità tra i banchi di scuola

Vita Cosentino
Da Parigi arriva la notizia che nelle scuole verranno avviati “corsi d’autorità”, rivolti a chi insegna, per stabilire insieme il comportamento da tenere in classe. >

12 Dicembre 2009

Una firma per Renata Puleo e Simonetta Salacone

Annalisa
Anche questo si aggiunge a un clima inquietante di compressione della libertà nel nostro Paese.
Una compressione che non riguarda solo l’informazione, ma anche l’istruzione, insomma tutti i canali che influiscono sulla formazione delle opinioni e del pensiero. >

9 Dicembre 2009

Laboratorio di filosofia

Gemma De Magistris
Martedi pomeriggio aula di filosofia laboratorio multiculturale partito clandestinamente per ora. >

1 Dicembre 2009

Cronaca scolastica multiculturale

Gemma De Magistris

Tra i miei libri da 3 settimane c’è “Una terrazza proibita” di Fatema Mernissi. Me lo ha prestato una mia studentessa egiziana, Koloud.
Ci teneva a farmelo leggere, voleva che ne parlassimo. Ma il libro non posso restituirlo perchè K è partita e non può tornare. >

1 Ottobre 2009

No dal molin e il gruppo donne: differenze ineludibili

Dichiarare come prioritaria la centralità dello sguardo femminile sul mondo, la scelta della nonviolenza, l’attenzione al linguaggio ci caratterizza come gruppo e rappresenta una posizione politica precisa, che va nominata e perseguita autonomamente.

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1 Ottobre 2009

Marìa Zambrano: la donna e la storia

di Federica Dragoni con introduzione di Federica Giardini
La Comunità di pratica e riflessione pedagogica e di ricerca storica (Marirì Martinengo, Laura Minguzzi, Marina Santini Luciana Tavernini) di Milano, continua la pratica dell’approfondimento della storia vivente

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22 Settembre 2009
Il Quotidiano della Calabria

Per i morti a Kabul le bandiere della pace

Le donne e gli uomini della rete delle Città Vicine esprimono la loro sofferenza dinnanzi alla morte dei sei militari italiani avvenuta a Kabul, ennesimo scempio di giovani vite di uomini, prevalentemente del Sud, che spesso scelgono la carriera militare per sfuggire alla disoccupazione e all’insignificanza del senso del maschile in questo preciso momento storico. >