30 Giugno 2009
il manifesto

Alzi la mano chi prende meno di 3,70 euro l’ora

Luca Fazio
Cari genitori, ceto medio ormai ex benestante,
insomma la maggioranza, quelli che due mesi al mare per ossigenare la creatura con nonni a carico non se li possono permettere, ecco una storia di ordinario sfruttamento (schiavitù light) che vi riguarda molto da vicino, e che per questo dovrebbe suscitare sdegno e indignazione – e magari guadagnarsi qualche copertina estiva a colori tipo…gli schiavi che raccolgono pomodori sotto il sole del bel paese a … facciamo 3,70 euro all’ora! >

23 Giugno 2009

Lettera delle Donne del presidio “No Dal Molin” a Michelle LaVaughn Robinson Obama

Cara Michelle Obama, siamo le donne del movimento “No Dal Molin” della città italiana di Vicenza, nota nel mondo per le sue bellezze artistiche e per Palladio. Ci rivolgiamo a te come donna autorevole, appassionata di politica, rispettosa della madre-terra, e sostenitrice dell’impegno del marito, presidente degli Stati Uniti d’America.

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11 Giugno 2009

Noi col posto a vita e la nostra prof precaria

Lettera firmata Carcere di Spoleto

Siamo la seconda classe dell’ Istituto d’ Arte “Leoncillo Leonardi” del carcere di Spoleto. Quella con più ergastolani di tutte. Lo sappiamo cosa penserà la professoressa Daniela, che siamo anche la classe più indisciplinata, anarchica e politicizzata. >

16 Maggio 2009
l'Unità

Per opporci al razzismo

Concita De Gregorio
Il pericolo è, come ha denunciato il presidente Napolitano, che le differenze divengano non un arricchimento ma un «fattore di esclusione». >

16 Maggio 2009

E’ un dovere parlare

Paola e Marina
Direttrici dei servizi generali e amministrativi, di scuole pubbliche

Senza finanziamenti la scuola pubblica collassa.
Purtroppo i tagli non riguardano solo gli organici del personale, ma drasticamente anche i finanziamenti dovuti; nel 2009: zero euro per il funzionamento amministrativo e didattico, zero per le ore di sostituzione dei colleghi, riduzione del Fondo di Istituto per i compensi accessori al personale, il budget per gli stipendi dei supplenti assolutamente insufficiente e con possibilità di reintegro solo fino al 50% della misura iniziale. >

1 Maggio 2009

Prendere la parola pubblicamente è un atto politico

Maria Cristina Mecenero

Prendere la parola pubblicamente è un atto politico. Un potente atto politico. So che qualcuna, qualcuno, arrivata all’aggettivo politico avrà fatto un balzo all’indietro e, dati i tempi, oltre che aspettarselo, c’è anche da comprenderlo e solidarizzare. E allora subito spiego che intendo “politico” nel senso originario di questa parola: connesso con i motivi o le vicende della vita pubblica. >