14 Aprile 2017
L'Osservatore Romano

Il sale e le lacrime

di Lucetta Scaraffia | Oggi siamo assediati dai cuochi e dai libri di cucina: ci perseguitano in mille programmi televisivi, ci sorridono invitanti dalle edicole, in una dura competizione fra di loro perché è in palio un business molto ricco, il successo mediatico, e pure l’ambita attribuzione all’inserimento nella categoria dei creativi, cioè le persone più oggetto di ammirazione nella nostra società. Invece la cucina come momento di relazione umana, di scambio affettivo, come cuore di quell’accoglienza di cui tutti gli esseri umani sentono profonda necessità, sembra sprofondata nel nulla. Muoiono le bisnonne, e le nonne — la pubblicità lo insegna — ti accolgono con i quattro salti in padella e altri cibi pronti. >

14 Aprile 2017
Leggendaria

Raccontare la trasformazione si può

di Luciana Tavernini | Insegnare, prendersi cura, dirigere un’azienda. Esperienze di vita, di lavoro e di cambiamento – personale e relazionale – che cercano una forma di scrittura per dire e dirsi. >

20 Febbraio 2017
Repubblica

La scrittrice che visse due volte

di Claudia Durastanti | A uno scrittore non basta morire per essere canonizzato, soprattutto se per gran parte della sua vita è stato eretico. Eppure quando Angela Carter è scomparsa venticinque anni fa — lei che per tutta la carriera ha scritto di magia e ragazze dalla sessualità ferale e violenta recuperando generi negletti come la favola e il gotico in un periodo storico dominato dalle preoccupazioni austere dei vari Martin Amis o J. G. Ballard — l’Inghilterra si è inginocchiata subito per celebrare questa sorta di Dickens sotto psichedelici o di Salvador Dalí delle lettere, che una volta ebbe l’idea di proporre una tesi di dottorato con il titolo “De Sade: culmine dell’Illuminismo”. Non esattamente una figura >

2 Febbraio 2017

Le radici materne dell’economia del dono. Incontro con Genevieve Vaughan

di Luciana Tavernini | Introduzione all’incontro in Libreria delle donne, Milano 28 gennaio 2017: L’economia del dono precede e oltrepassa contratti e mercati. Riconoscerne l’origine materna, coglierne i legami col linguaggio e con gli sviluppi delle neuroscienze ci permette di non relegarla nel privato. Riabilitare il “dono unilaterale”, da non confondere con l’amore né con lo “scambio dei doni”, come può modificare i nostri comportamenti? Quali contraddizioni politiche si aprono? Ne discutiamo con Genevieve Vaughan, a partire dal suo libro Homo donans. Per un’economia del materno (VandAePublishing, 2015) e dagli interventi del convegno, da lei promosso e sostenuto, Le radici materne dell’economia del dono (2015), raccolti in una pubblicazione dal titolo omonimo (VandAePublishing, gennaio 2017). Introduce Luciana Tavernini. >

29 Gennaio 2017
Il Sole 24 Ore

Da madre a figlia, voci del femminismo

di Chiara Pasetti | Cosa si può rispondere a una figlia che, stanca e irritata per le assenze della propria madre, la quale partecipa e organizza convegni, assemblee, convinta che il femminismo sia «una rivoluzione che continua, un cambiamento costante di sé che riesce a modificare il mondo», a un certo punto si domanda, e le domanda sbuffando: «ma doveva proprio capitarmi una madre femminista?». >

25 Gennaio 2017
Libreria delle Donne di Bologna

Diotima, Femminismo fuori sesto (Liguori)

Il femminismo, come tutto ciò che è vivo, nasce e rinasce tante volte. È come un serpente che cambia pelle, si trasforma, nella ostinazione a creare e portare a maturazione gli squilibri, perché lì c’è emergenza di reale. >