23 Febbraio 2013
Repubblica

STORIA DEL PENSIERO SENZA LA PERSONA

di ROBERTO ESPOSITO

C’è qualcosa di enigmatico e di urtante – che cozza inevitabilmente col senso comune – nello straordinario frammento di Simone Weil La persona e il sacro, adesso edito da Adelphi, a cura di Maria Concetta Sala, con una postfazione di Giancarlo Gaeta intitolata Il passaggio nell’impersonale.

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9 Febbraio 2013
il manifesto

Dietro il cavallo di Troia e dei diritti umani

aa.vv.

Ancora una volta la guerra è tornata nella storia. Dietro il cavallo di troia dei diritti umani, l’Italia si lancia in ripetute guerre “umanitarie”, ultimo travestimento delle conquiste imperialiste. Una politica estera di pace, invece, dovrebbe avere, come primo caposaldo, il rifiuto di ogni ingerenza armata in paesi terzi, comunque motivata, anche da presunte o vere violenze contro i diritti umani.

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8 Febbraio 2013
gli Altri

Sempre più donne nelle liste elettorali. Cosa cambia?

Lea Melandri

In un articolo pubblicato sul Corriere della sera (3.2.2013), Dario Di Vico, parlando di candidature femminili, così descriveva in sintesi l’anomalia italiana: “Nei Paesi scandinavi grazie a un welfare inclusivo molte donne sono state elette in Parlamento.

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7 Febbraio 2013

In cammino con gli zingari

di Margherita Bettoni

Il volume di Carla Osella “Rom e Sinti. Il genocidio dimenticato”, edito da Tau, narra le storie raccolte durante un viaggio, lungo quarantamila chilometri, tra i campi di sterminio.
Amalie Reinhardt, prima di cinque figli di una famiglia sinti, ha solo nove anni quando suo padre e sua madre vengono arrestati e condotti nel campo di concentramento di Dachau.

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6 Febbraio 2013

La guerra che gli europei fanno all’Africa

Intervista ad Aminata Traorè di Raffaella Chiodo Kaprinski.

L’ex ministra e attivista sull’intervento francese in Mali e sulle vere cause della crisi

Gli islamisti, gli effetti collaterali delle bombe Nato in Libia, le risorse e soprattutto la povertà. “Una decina di salafiti con del denaro possono reclutare tutti i giovani disperati che incontrano”.

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3 Febbraio 2013

Sebben che siamo monache

Michele Smargiassi

“Le lacrime, quante lacrime…”, dice madre Ignazia col suo sorriso leggero, misurato, saggio. Quasi cinquant’anni trascorsi fra queste mura dell’abbazia hanno addolcito nel ricordo il pianto improvviso di quella novizia entusiasta ma umanamente spaesata. Le assegnarono un lettuccio nella camerata che era diventata questa nobile stanza della musica, nel vecchio edificio del Priore, fra gli antichi affreschi, qui, sotto il graffito Hic fuit Leonardus che potrebbe essere proprio di mano di quel Leonardo, ma per lei la magia di quel posto era poter intravedere anche di notte, dal finestrone, la facciata della chiesa, “consolazione nei momenti di smarrimento”.

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