8 giugno 2017

Cerco l’uomo: un aggiornamento all’ultimo libro di Valeria Parrella, Enciclopedia della donna

di Paola Mammani

 

Sono una lettrice che ha apprezzato l’ultimo libro di Valeria Parrella, Enciclopedia della donna. Un aggiornamento, e anche la nota che il 5 maggio scorso Luisa Muraro le ha dedicato su questo sito, che assumo e considero assunta da chi mi legge.

Non mi chiedo se è possibile incontrare la protagonista, Amanda, all’università, in un bar o in un’azienda. Lei c’è, esiste, sono io, siamo o siamo state in tante.

Amanda è chiara in quanto a sé, non è un uomo, è «proprio una donna donna, femmina». Io tendo a crederle.

È nata nel 1964, i suoi genitori sperimentano molto del sesso, proprio a partire da quegli anni.

A lei, al riguardo, è stata promesso che «… agli uomini e alle donne piace la stessa cosa: fare l’amore, toccarsi, baciarsi, venire. Allo stesso modo: vogliono tutti la stessa cosa, e siamo liberi». Dunque, dietro i peni, pardon, i cazzi, non ci sono falli, e le vagine non sono oscuri abissi né vasi da fecondare. Amanda vuole dire fica alla fica, parola che manca del tutto nell’Enciclopedia della donna, e pene al pene. Quando il corpo chiama vuole rispondere, «perché se non credi al corpo a cosa altro vuoi credere, nella vita?». Per Amanda non abbiamo un corpo, siamo il nostro corpo, e il potente stimolo sessuale che ci attraversa non va umiliato o negato, ma agito e goduto. Il percorso però è difficile, si rivela pieno di incognite, di trappole tese da uomini che di non essere un mito per la donna con cui fanno sesso proprio non possono accettarlo.

Molte sanno di che cosa si parla. Abbiamo giocato col sesso come fa Amanda, a volte solo eccezionalmente, o abbiamo coltivato per anni o addirittura per decenni l’inclinazione, certo è che in molte abbiamo pensato, notato e annotato ciò che Amanda registra: cioè che il mondo, gli uomini non tengono fede alla promessa.

Si può mantenere un godibile rapporto sessuale, continuare a giocare, solo se si rimane nel presente, senza ingannevoli promesse, senza ipotecare il futuro, con la consapevolezza che il desiderio sessuale prima o poi finisce, che ha una sua parabola discendente che nessun filmetto porno potrà interrompere, questo è un altro caposaldo nel mondo di Amanda. Allora è bene essere libere e pronte ad altri incontri quando il desiderio si spegne.

Nel divertente azzardo della sua vita sessuale, ad Amanda tocca analizzare, scegliere, scartare, più che consumare – la via è lastricata di consigli perché le neofite non restino irretite in spaventevoli e noiosi abbagli.

Spesso gli uomini rimangono amareggiati, disorientati di fronte al suo schietto desiderio di sesso che non si alimenta di facili ammiccamenti, che rifiuta di dispensare accorti apprezzamenti per fare da esca all’ego e al desiderio di lui.

Nell’Enciclopedia lei si batte per i rapporti cui aspira, che non tutte forse troverebbero auspicabili, o per i quali sarebbero disposte a spendere tanta energia, ma che lei desidera ed inventa.

Perché ancora non esiste un mondo in cui non devi cercarlo con il lanternino un uomo, come disse il filosofo e come Amanda sa bene. Non è facile individuare uno che semplicemente accetti di corrispondere per la pura forza del desiderio sessuale. Non è ancora possibile, con gesto libero, suggerito solo dalla gioia di vivere, chiedere e prendere quel che il corpo desidera. Richiede cura e sagacia farlo con leggerezza, senza patemi, poter almeno accarezzare l’idea che così possa avvenire, senz’altro rischio che la scoperta di quel che tu sei, di quel che veramente vuoi, dell’esserci o meno del piacere per te.

Così la nostra, nella sua impervia ricerca, cova sottotraccia un’ira allegra e contagiosa, s’inventa un gesto potente di scoperchiamento, di rivolta per la dabbenaggine di corpi incapaci di accedere a quel che potrebbe rivelarsi il più immediato dei rapporti e dei piaceri possibili. Descrive con graffiante ironia e sboccata comicità la varia umanità maschile che le capita a tiro e il testo appare un’ininterrotta invettiva che si articola in linguaggio e in invenzioni vivaci, godibili e colte.

Mi accodo allo scherzo salace:

 

S’i’ fosse Amanda, com’i’ sono e fui

torrei per me bei giovani e leggiadri:

e vecchi e laidi lasserei altrui.

 

Indossa «un bel vestito di lanetta e gli stivali alti senza calze» e cerca l’uomo. Lei c’è, e lui?

Leggere per credere, e anche rileggere, che spesso è uno sport rischioso. In questo caso il gusto si rinnova e si scoprono, a tratti, tesori di vera tenerezza.

(www.libreriadelledonne.it, 8 giugno 2017)

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