7 giugno 2017
#VD3

Commento al testo di Luisa Muraro “Fare uno spostamento”

 

 

di Edoardo Botteri

 

Luisa Muraro intuisce la necessità di fare posto nel proprio paesaggio interiore alla differenza maschile. Invitando Massimo Lizzi ad introdurre la riflessione su questo tema, mi sembra che Muraro faccia un ulteriore passo avanti: chiedere la collaborazione di un uomo per far risuonare dentro di sé la differenza maschile. Interpreto questo invito come un tentativo di esplorare quella distanza incommensurabile che è la differenza “tra”, e cercare una relazione di scambio con gli uomini per generare nuova consapevolezza. Eppure c’è una parola, ripetuta due volte alla fine del testo, che mi insospettisce: affari.

“Affari loro, non c’è dubbio”. Affari degli uomini, ho inteso, se rimangono invischiati nelle loro logiche di potere e violenza. Eppure se gli uomini non si emancipano da quelle logiche, l’interlocuzione fra uomini e donne resta muta, non si genera nuovo pensiero, e chi ci rimette sono sia gli uomini che le donne. Perché allora mostrare disinteresse nei confronti delle sorti degli uomini? Subito dopo leggo: “Ma la politica della libertà femminile che a me interessa, deve saper fare affari con gli uomini”. La politica della libertà femminile è una politica calcolatrice? In parte sì: anche il saper fare i calcoli e gli stratagemmi servono a cambiare il mondo. Quello che però ho imparato dal pensiero femminista della differenza è che la libertà femminile nasce soprattutto dai conflitti fra donne e si nutre dell’eros che si muove nelle relazioni fra donne. Allora credo che anche le relazioni fra uomini e donne, per poter essere fruttuose, debbano nutrirsi di conflitti ed eros. Gli affari non bastano.

Io sono un uomo che vuole riconoscere l’autorità femminile, che si fa portatore di un sapere maschile e che desidera contribuire allo scambio politico fra uomini e donne, ma solo se ciò avviene in un’ottica non strumentale. Non mi interessa stare in uno scambio dove non c’è desiderio reciproco di relazione. La frequentazione della Libreria delle donne di Milano, di gruppi di soli uomini e gruppi misti, mi ha portato alla convinzione che le relazioni fra donne, fra uomini, e fra donne e uomini siano fertili solo in presenza della possibilità di uno scambio d’amore.

(Via Dogana 3, 7 giugno 2017)

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