9 gennaio 2018
#VD3 - Vision

Corpo e anima un film di Ildiko Enyedi – Ungheria, 2017, 116’

di Silvana Ferrari

 

Corpo e anima, Orso d’Oro alla Berlinale 2017, è una piacevole sorpresa insieme alla riscoperta del talento della sua regista, l’ungherese Ildiko Enyedi, di cui poco si era visto sul grande schermo dopo il brillante debutto a Cannes nel 1989 con Il mio XX secolo, vincitore della Caméra d’Or.

On body and soul, questo il suo titolo internazionale, di corpi parla: dei corpi fisici di donne e uomini, integri e menomati, di quelli psichici, fragili e sofferenti, di quelli onirici dalle straordinarie e fantastiche possibilità. E anche di quelli degli animali, in libertà nelle foreste o in docile attesa al mattatoio e delle loro trasformazioni, le cui fasi crude e realistiche non ci vengono risparmiate.

La regista, passo dopo passo, dipana la sua narrazione su una materia così poco convenzionale con precisione clinica, metodo e lentezza per ben introdurci ai caratteri dei due protagonisti. Altrettanto precisa e lucida è l’uso della fotografia: dalle geometriche inquadrature degli ambienti chiusi all’eleganza degli spazi aperti, dai primi piani dei volti ai significati metaforici dei corpi.

Mária è la neoassunta, incaricata al controllo di qualità nel mattatoio di Budapest, dove Endre è il direttore finanziario. Lei, schiva, riservata, maniacalmente precisa sul lavoro, diventa subito l’oggetto di derisione e di chiacchiere malevole fra le colleghe e i colleghi per l’evidente incapacità a relazionarsi; Endre è già un uomo di mezza età; esausto e deluso, sembra aver lasciato alle spalle energia e speranze, forse anche per la sofferenza di un corpo menomato che lo rende fortemente impacciato. Entrambi vivono vite solitarie, quotidianamente regolate fra l’asetticità anonima dei loro ordinati appartamenti e la cruda violenza degli ambienti in cui lavorano. Si osservano a distanza, diffidenti, immersi ciascuno nelle proprie ferite e ossessioni. Due universi lontani.

Con un tocco magistrale, da grande cinema, la regista scompone la rigida fissità delle loro esistenze e costruisce le vie misteriose per favorire il contatto. Un sogno comune, che entrambi fanno a loro insaputa: l’incontro di una cerva e un cervo nel silenzio maestoso di un bosco innevato.

È solo l’inizio di un cammino per conoscersi, infrangere le barriere dense di un passato non raccontato, rompere le reticenze, le ritrosie e i pregiudizi. È la scoperta e il riconoscimento di qualcosa di prezioso, misteriosamente capitato a loro, da far crescere, conservare e osservare con tenerezza e desiderio, insieme al brivido di vivere lo stesso sogno.

Il film è il racconto di una storia d’amore che passa dal sogno alla realtà, seguita e costruita, momento dopo momento; un amore che non ricalca le solite vie, che sa mostrare che è possibile uscire dalla fissità dei propri schemi e dei propri pregiudizi, prendere coscienza di sé e di chi ci circonda e provare a mettersi in relazione senza paure.

Corpo e anima è candidato all’Oscar 2018 come Miglior Film Straniero.

 

(Via Dogana 3, 9 gennaio 2018)

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