Tra le prove finali della Scuola di scrittura pensante 2017 della Libreria delle donne di Milano abbiamo scelto di pubblicare questo testo.
20 aprile 2017

Dove guarda una giovane donna in cerca di ispirazione

di Chiara Calori

Le elezioni presidenziali americane dello scorso novembre hanno risvegliato in me un’esigenza particolare. Alle tre di notte ero sveglia per assistere ai dibattiti in tv perché mi piaceva vedere lei, sentire lei, Hillary Clinton, che senza paura e con grande competenza rispondeva alle domande dell’anchorman o ribatteva a Donald Trump. Non c’è ingenuità in quello che dico, sono consapevole del carattere di Hillary a tratti ambiguo, poco trasparente e governato più da personali ambizioni di potere che da spirito di servizio: non è perfetta, certo, ma avrei comunque voluto lei a rappresentare gli Stati Uniti.

L’ho desiderato come se fosse una novità assoluta, senza precedenti, dimenticandomi di altri validi esempi, Germania e Regno Unito, tanto per citarne due. Questi però non sono entrati nel mio quotidiano e nelle mie viscere come l’incompiuta esperienza americana.

Il fatto è che Merkel e May sono silenziose, corrette e composte, perfette servitrici dello Stato. È un fatto senz’altro positivo, ma una figura in quella posizione vorrei si notasse anche per altri motivi. Non mi si fraintenda, ammiro chi ricopre una carica pubblica con sobrietà, rivolto al lavoro e non ai riflettori, ma quando una donna arriva dove Hillary ha provato ad arrivare, io voglio sentire una voce squillante e vibrante e chiara come la sua che mi parla e che mi ispira. Ancora di più ora, in quest’epoca di personalismi, giusti o sbagliati che siano, io vorrei sentire qualche voce femminile emergere tra le voci maschili che perennemente monopolizzano microfoni e spettatori.

A questo punto ci si potrebbe chiedere: perché bisogno di tanta esuberanza? Semplice: ho bisogno di una paladina della femminilità che abbia risonanza a livello mondiale e che, quando un certo signore firma decreti decidendo del corpo femminile, e lo fa circondato da soli uomini senza che vi sia una singola donna a rappresentare gli interessi di quel corpo, mi spieghi che lo fa perché vuole subdolamente dire “State tranquille signore, gli uomini ora sono al potere e si prenderanno loro cura di tutto”, per rigettare ancora una volta le donne nella passività e nell’irrilevanza da cui vogliono tirarsi fuori. Questo non può passare sotto silenzio: servono una voce e una mente vigili che denuncino queste prevaricazioni e tengano aperto lo spiraglio della verità sulle donne, liberi esseri umani anch’esse, e non materia fagocitabile dal sistema senza che si levino voci a contraddirlo.

Mi rendo conto che può sembrare una debolezza affermare un bisogno di questo tipo eppure così stanno le cose. Svegliarsi ogni giorno e sentire il bisogno di una parola, di un libro, di un’immagine che mi ricordi di non abdicare mai alle responsabilità del pensiero e della vita. È camminare su un filo sottile, è faticoso, a tratti frustrante, e dunque voglio un aiuto: sapere che c’è una donna, una Hillary, tenace e sferzante, che dall’altra parte dell’oceano dà filo da torcere a chi si sveglia al mattino sicuro e tranquillo delle proprie prerogative – non vorrei generalizzare dicendo “i maschi” – mi farebbe decisamente piacere e mi darebbe l’energia per iniziare bene la giornata.

 

(www.libreriadelledonne.it, 20 aprile 2017)

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