16 aprile 2018

Elisa Sighicelli, Come d’acqua, 2018

Accompagna l’installazione un’edizione dell’artista in 10 esemplari
 
Segue la cena della cucina di Estia (la conferma è gradita)

La fotografia contiene la magia di riprodurre la realtà. Elisa Sighicelli, fin dall’inizio, ha scelto di tenere in equilibrio la realtà fisica e quella in cui mette a fuoco la sua visione.

Per la Quarta Vetrina, ha realizzato  l’installazione Come d’acqua, composta da due grandi fotografie (m. 2,20 x 2,52): una guarda verso l’esterno e una verso l’interno. Coprono l’intera superficie della vetrata.

La composizione verso strada sembra un magico schermo delimitato da cornici dorate, anch’esse parte della fotografia. La visione fluttuante suggerisce un paesaggio sul punto di sciogliersi.

Quella rivolta all’interno riprende un’antica finestra di vetro soffiato a due battenti. Si ha la sensazione di affacciarsi sulla soglia di un giardino, con alberi, resti architettonici, specchi d’acqua. L’illusione dipende dalla distorsione dell’immagine, prodotta dal vetro.

Queste figure, molte altre se ne possono immaginare, Elisa Sighicelli le ha “viste” fotografando, dall’interno, le finestre di Palazzo Madama di Torino. La messa a fuoco del riflesso della luce sul vetro crea un mondo cangiante, instabile, come fosse d’acqua.

Sighicelli ha scelto di stampare su raso di seta per accentuare la mobilità della luce e la molteplicità delle immagini che emergono  dalle fotografie. Interno ed esterno si alleano senza soluzione di continuità, come appunto nella realtà e nell’immaginazione.

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