26 maggio 2018 ore 18.00

I Sabati di LabMi -3^stagione per la città del primum vivere

 

 Presentazione dei risultati di LabMi. Che ruolo ha avuto nella storia e ha oggi a Milano la presenza delle molte istituzioni femministe, in primis la Libreria delle donne? C’è qualcosa che va oltre un buon lavoro di redazione di ricchi e generosi materiali che Lei ci ha consegnato. Nei modi di abitare di Lei si esprime il suo essere donna prima delle sue condizioni sociali, culturali, economiche. Possiamo parlare di un abitare femminile di cui abbiamo intravisto una grammatica: una trama di visione, immaginario, desiderio di libertà.Dalla trama scaturiscono principi aurorali di progetto di una città del primum vivere. Desideriamo discutere con le donne e gli uomini che ci hanno seguito: il format editoriale e l’editore; i risultati interpretativi dei modi di abitare di Lei oggi a Milano. La pubblicazione chiude LabMi o i suoi risultati suggeriscono l’utilità di una nuova fase di progetto del tutto diversa? LabMi è promosso da Sandra Bonfiglioli, Bianca Bottero, Maria Bottero, Emilia Costa, Ida Farè, Stefania Giannotti, Laura Minguzzi.

 

 

Care amiche e cari amici, desideriamo presentarvi i risultati conclusivi di LabMI per la città del primum vivere grazie al lavoro di un team delle promotrici, aperto.  Sono i risultati che intendiamo pubblicare dopo la vostra revisione di sabato 26 maggio.

Desideriamo discutere tre questioni con le donne e gli uomini che hanno seguito i tre anni di lavoro: i risultati interpretativi dei modi di abitare di Lei oggi a Milano; il format editoriale e l’editore; poiché la pubblicazione chiude LabMI per la città del primum vivere, desideriamo aprire dopo Natale una nuova fase per agire a Milano nello sguardo del primum vivere e del doppio sì, città amica della libertà delle donne?

     

C’è qualcosa che va oltre un buon lavoro di redazione di ricchi e generosi materiali che Lei ci ha consegnato. E’ qualcosa d’inaspettato. Nei modi di abitare di Lei si esprime il suo essere donna prima delle sue condizioni sociali, culturali, economiche.

Se questo è profondamente vero, antropologicamente vero, allora dobbiamo riconoscere che possiamo parlare di un abitare femminile.  Di questo abitare femminile oggi a Milano abbiamo trovato una grammatica. Questa grammatica è una trama di visione, immaginario, desiderio di libertà dalla quale emergono idee guida per la Milano  amica del primum vivere e del doppio sì.  

Che ruolo hanno avuto nella storia e hanno oggi a Milano la presenza delle molte istituzioni femministe, in primis la Libreria delle donne, nel generare questo desiderio?    

 

Ricordiamo il lavoro svolto. Lei, sono 15, ci ha raccontato il suo modo di abitare, oggi a Milano. Per ciascuna Lei abbiamo trascritto in una mappa della carta di Milano le orme che il suo corpo lascia sul terreno mentre pratica gli impegni della sua vita quotidiana. Abbiamo segnato i suoi luoghi del cuore, del lavoro remunerato, del lavoro di cura, del lavoro volontario politico- culturale e del tempo per sé. Abbiamo disegnato sulla mappe delle orme di Lei i caratteri dei luoghi soggiacenti guardandoli con i suoi occhi. Durante questo lungo lavoro, abbiamo lavorato e ri-lavorato a interpretare cosa ci ha detto di tanto profondo da rendere banale ogni riscontro funzionalista, tranquillamente analitico.

Tutte hanno parlato in quanto donne, fuori dai ruoli. Essere donna ha guidato il racconto di Lei  come un primum naturale che ha dato unità culturale e spirituale al complesso di azioni, lavori, sentimenti, ricordi, biografia, genealogia, attese, inciampi del quotidiano.

I principi interpretativi messi in gioco all’inizio sono state buone guide: esiste un’idea e una pratica di primum vivere nel suo modo di abitare? Milano come urbs e come civitas è amica della sua idea di libertà e dove la fa inciampare?

Vi aspettiamo per parlarci. E magari proseguire nel convivio di Estia che intende cibare assieme corpo e mente.

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