26 ottobre 2018

Ilaria Cucchi e Antigone

di Giancarla Dapporto

Pensando al coraggio e alla determinazione e alla forza di Ilaria Cucchi nel portare avanti la sua battaglia per ottenere la verità sulla morte del fratello Stefano, mi appare un’immagine antica, coscienza dell’umana stirpe: Antigone, personaggio intramontabile del mito greco. Nel pamphlet «Sputiamo su Hegel» Carla Lonzi critica l’interpretazione che il filosofo dà alla figura di Antigone, che assurgerebbe al “sentore” dello Spirito, in quanto custode dell’istanza della Famiglia, contrapposta all’istanza della Comunità.

Per me la luminosa figura etica, da molti anni cara al mio cuore*, agisce per istanze interiori, principi culturali, appresi nei millenni.

Antigone piange il fratello ucciso e gli dà sepoltura disobbedendo al decreto del re Creonte che vuole lasciarne il cadavere sulla nuda terra in pasto a cani ed uccelli.

Antigone si ribella al potere del tiranno in nome della Pietas, di leggi eterne non scritte, che non si sa quando apparvero, ma che diedero inizio alla civiltà come seppellire i morti, accogliere gli stranieri, salvare i naufraghi, rispettare i prigionieri, non infierire sui vinti, accudire gli orfani, nutrire gli affamati, curare gli ammalati che attualmente sono i principi delle Carte Costituzionali di molti paesi democratici.

Mentre le leggi degli umani sono effimere e possono cambiare da un giorno all’altro secondo le ideologie dei governi in carica e sovvertire diritti fondamentali acquisiti nel corso della storia da cittadine e cittadini con sudore e sangue.

Trascinato in carcere in custodia cautelare, il giovane Stefano Cucchi (accusato di spaccio di droga), sofferente di epilessia e fisicamente prostrato, subisce sevizie così gravi da perdere la vita.

Ilaria Cucchi da nove anni si appella alla Legge accusandola di non avere onorato il codice che prevede il rispetto, la cura e la rieducazione del detenuto. Si batte per ottenere chiarezza e verità sull’assassinio di suo fratello, perché venga riconosciuta da tutti la ferocia primordiale dell’abuso di potere. In questo modo scardina il sistema di silenzi, di omertà, di falsità inique annidate nelle gerarchie di Istituzioni che dovrebbero difenderci.

Come Antigone, Ilaria Cucchi non si batte solo per amore del fratello, ma per tutti noi. Combatte per noi una battaglia esemplare di civiltà.

Grazie Ilaria!

(www.libreriadelledonne.it, 26 ottobre 2018)

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