12 marzo 2017 ore 10.00-13.30

Incontro di Via Dogana 3

Introduzione e invito

alla Redazione allargata di Via Dogana 3

domenica 12 marzo 2017, presso la Libreria delle donne di Milano

in via Pietro Calvi, 29, alle ore 10, sul tema

 

manifestare: che cosa, perché, come?

 

Il movimento femminista, in Italia ma non soltanto, riesce ad essere uno e tanti. Vediamo infatti che cambia restando fedele a qualcosa che c’era fin dagli inizi. Che cosa sia non è scritto su tavole di pietra, e nessuna, singola o gruppo, ne ha l’esclusiva. Pensiamo alla pratica della separazione, che segnò la rottura decisiva: per molte, oggi, comprende anche una considerazione positiva della differenza maschile, agli inizi non ci si pensava e alcune non ci pensano neanche adesso.

Però ne parliamo, ogni volta che occorre. Siamo d’accordo, infatti, che di mezzo c’è sempre quello che siamo e facciamo in pratica.

Adesso occorre che parliamo della pratica delle manifestazioni pubbliche e VD 3 ci invita a farlo con l’aiuto di Alessandra Pigliaru, nella prossima redazione allargata, il 12 marzo.

Agli inizi del femminismo la pratica delle manifestazioni pubbliche di strada fu ignorata, o criticata e respinta da molte, adottata da altrettante, come mostrano volentieri i documentari… Naturalmente, non ci siamo contate e forse, finora, sul significato delle manifestazioni per noi, non abbiamo ragionato abbastanza. Per esempio, un’assemblea come quelle di Paestum o, recentemente, di Bologna, sono manifestazioni pubbliche? Da una manifestazione pubblica di strada si può sensatamente escludere gli uomini? Le risposte non sono pacifiche perché c’è di mezzo la lotta contro la dicotomia tra pubblico e privato e per altro ancora, tra cui la significanza di corpi femminili sulla strada, in piazza. Ieri, oggi.

Ecco un argomento per la storia delle donne, da indagare: la storia delle manifestazioni femministe dai tempi di quella rivolta nella rivolta che segnò gli inizi del nostro movimento, fra gli anni Sessanta e Settanta, fino a quella dell’Otto marzo prossimo, Non una di meno. E oltre.

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