16 marzo 2018

La pratica della Comunità di storia vivente

 

Video dell’incontro del 27 ottobre 2017 con Marirì Martinengo: La pratica della Comunità di storia vivente, presso l’Associazione Sofonisba Anguissola – Galleria delle donne (Torino, via Fabro 5). “Per essere totalmente e veramente umana la storia dovrà scendere fin nei luoghi più segreti dell’essere fino alle viscere; le viscere sono la parte meno visibile, non semplicemente perché non lo sono, ma perché fanno resistenza a diventarlo. E le viscere sono la sede dei sentimenti… Il sentire ci costituisce più di qualsiasi altra delle funzioni psichiche. Potremmo dire che le altre le possediamo, mentre il sentire lo siamo (María Zambrano, Per una storia della pietà, in “aut aut”, 279, 1887, pp. 63-69).” Le parole della filosofa spagnola ispirano la pratica della Comunità di storia vivente, che consiste nell’interrogare il segreto sentire di ognuna – alla presenza e partecipazione di tutte – fino a farlo emergere, tradurlo quindi in parola e infine in scrittura, sempre con attenzione alla sua contestualizzazione nel tempo in cui si è verificato e si è strutturato. Gli obiettivi della pratica sono il raggiungimento da parte di ciascuna di una soggettività più libera e di immettere le donne, con la loro storia, nella storia.

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