22 novembre 2017
Spettacoliamo

La resilienza femminile attraverso il diario di Magda Minciotti

di Franca Fortunato

 

La storica Anna Paola Moretti da anni, con l’Istituto di Storia Contemporanea della provincia di Pesaro e Urbino, si dedica alla storia e alla memoria delle deportazioni femminili, con tutto il rigore della ricerca storica che la contraddistingue e l’amore per le donne che la orienta e la mette in una posizione relazionale di ascolto dell’altra e di dialogo da donna a donna. È quello che fa anche nel suo ultimo libro Considerate che avevo quindici anniIl diario di prigionia di Magda Minciotti tra Resistenza e deportazione dove una bambina, con le trecce nere e lo sguardo profondo, (ci) parla attraverso il suo diario, che scrisse nell’arco di un anno (1944/45) quando giovane partigiana, figlia e sorella di partigiani, il 23 luglio 1944 a Ripe (in provincia di Ancona) nelle Marche, venne arrestata dai tedeschi in ritirata e deportata nei lager di Norimberga e Bayreuth per lavorare nell’industria bellica della Siemens. Il diario è un documento preziosissimo perché apre una pagina poco conosciuta, poco indagata, poco ricercata dalla storiografia, quella della deportazione per lavoro coatto il cui “emergere può disegnare una nuova mappa storica e contribuire a ripensare la storia del Novecento, in quell’intreccio di memoria e storia”. Magda era consapevole del valore storico e umano di quello che stava capitando a lei e alle sue compagne e compagni e voleva lasciarne memoria. “Quando un giorno – scrive nel suo diario – ritorneremo, se ritorneremo (…) bisognerà raccontare la nostra Odissea” e più volte, con l’uso del voi, si era rivolta ai futuri lettori. Ma quando tornò dalla prigionia, per lunghissimi anni, non raccontò nulla né del diario né della sua esperienza. Moretti, nell’interrogarsi su quel silenzio, condiviso con tantissime donne e uomini sopravvissuti ai lager, ricostruisce il contesto storico del dopoguerra che impose quel silenzio. Magda si limitò a ricopiare il suo diario su un quaderno con la copertina nera dai bordi rossi, perché si stava deteriorando. Tuttavia non abbandonò mai dentro di sé il desiderio di fare arrivare a noi la sua storia. Desiderio profondo che, a 70 anni di distanza dagli eventi e a 37 dalla sua morte, Anna Paola Moretti ha riconosciuto nel gesto del figlio Giorgio che, fidandosi della storica e della donna, le ha affidato il diario della madre che glielo aveva dato poco prima di morire. Oggi anche noi, grazie a lei, possiamo leggerlo e conoscere la sua storia nei lager, come lei voleva. Una storia dolorosa, fatta di violenze, orrori, fame, angosce, paure, che la protagonista affida giorno dopo giorno alla scrittura del suo diario, suo amico e confidente, su minuscoli blocchetti di ricevute scadute, trovate per caso. Pagina dopo pagina, giorno dopo giorno, Magda ci porta dentro il viaggio della sua deportazione, nell’inferno delle fabbriche, nel degrado degli alloggiamenti comuni, sotto i bombardamenti e ci rende partecipi dei suoi sentimenti di solitudine, nostalgia, sconforto e dolore per il distacco e poi la morte del fratello, Giorgio, che si era fatto deportare per starle accanto. Nel buio della tragedia, personale e collettiva che si stava consumando nel cuore dell’Europa, vediamo splendere il desiderio di Magda di sopravvivenza, scopriamo con ammirazione nelle pagine del suo diario, la forza e il coraggio di una ragazzina di quindici anni – la stessa età di Anna Frank – costretta a crescere troppo in fretta. Una costante guida e un conforto fu per lei – come scrive nella prefazione Luciana Tavernini della “Comunità di Storia Vivente” di Milano – l’amore di e per la madre e il pensiero della nonna e delle amiche, che la tennero al riparo dalla disumanizzazione del mondo dei lager e le permisero di aprirsi a nuove relazione e alla speranza del ritorno. Un libro prezioso, bello, utile, imponente, puntuale nella ricostruzione della biografia di Magda e delle vicende storiche che l’hanno accompagnata, dall’8 settembre 1943 fino agli anni Cinquanta, in un intreccio tra memoria e ricerca storica, che ha il pregio di fare conoscere una delle tante vite femminili oscure e sconosciute che Virginia Woolf chiedeva di portare alla luce. Un libro da leggere e studiare in tutte le scuole.

Anna Paola Moretti, Considerate che avevo quindici anni – Il diario di prigionia di Magda Minciotti tra Resistenza e deportazione, collana di ricerche storiche dell’Istituto Storia Marche, Ed. affinità elettive, pp.313, € 18,00.

(www.spettacoliamo.it, 22 novembre 2017)

Print Friendly, PDF & Email