8 marzo 2018
il manifesto

La storia delle molestie lanciata da un hashtag

di Alessandra Pigliaru

SCAFFALE. #quellavoltache. Il volumetto edito da manifestolibri raccoglie quasi 300 testimonianze italiane

Si intitola #quellavoltache – Storie di molestie ed è un volumetto edito dalla manifestolibri (pp. 111, euro 8), disponibile da oggi a segnalare una congiuntura simbolica importante: l’otto marzo non può che configurarsi come pratica e tessitura della lotta. E una danza di molti corpi, e dunque altrettante esistenze, è rappresentata dalle parole delle donne raccolte in #quellavolatche per dare conto di oltre 280 testimonianze, tra le 700 selezionate, che riguardano ciò che è accaduto da qualche mese a questa parte intorno a due hashtag, in stretta relazione l’uno all’altro; quello del titolo del libro (lanciato in Italia il 12 ottobre e ripreso dai siti Gaypost.it e Pasionaria.it) e il #metoo (avviato negli Stati Uniti il 15 ottobre, creato tuttavia nel 2007 da Tarana Burke).

Il legame, presente per entrambe le inizitive, viene qui circoscritto all’esperienza italiana che, come prima emersione, si riconosce nell’intervista rilasciata da Asia Argento il 10 ottobre del 2017 sul New Yorker; là dove cioè l’attrice rivela di essere stata stuprata da Harvey Weinstein (già accusato da altre donne di violenze). Si dirà che la discussione prodotta a proposito delle vicende è già piuttosto nota e che non sarebbe stato il caso di farne addirittura un libro. Non la pensano così, e hanno tutte le ragioni, le curatrici di #quellavoltache, mostrando la pazienza del ribadire qualcosa che ha bisogno di essere letto e riletto, conservato, pensato e conosciuto nella misura di una parola esperienziale che non può andare perduta nelle maglie della rete ma che ha l’ostinazione di farsi memoria vivente.

Per evitare l’evaporazione nel virtuale, dimenticanza o – che è peggio – rimozione, (grazie al progetto «Le donne parlano» di Simona Bonsignori e Paola Tavella) chi ha curato il volume lo ha fatto con la contezza di tracciare il segno deciso su una vicenda che ha assunto i tratti di una imponente narrazione di ciò che si intende per «molestia».
In tante hanno creduto nell’esigenza di cura del volumetto: Giulia Blasi, Stefano Cena, Anna Coluccino Guerriero, Sarah Consiglio, Caterina Coppola, Beatrice Da Vela, Giuliana Maria Dea, Laura de Bonfils, Federica Jean, Anna Lanave, Carola Moscatelli, Ramona Norvese, Marianna Peracchi, Manuela Piemonte, Marina Pierri, Olivia Pinto, Benedetta Pintus.

Oltre all’elenco delle testimonianze, divise in 5 fulminanti e agili capitoli, è importante segnalare come – nello svolgersi dei vari confronti, sia in Italia che oltreoceano – ciò che è emerso riguardo la percezione di una presa di parola pubblica da parte delle donne abbia prodotto numerose reazioni, talvolta con il riallestirsi di vecchie scene fantasmatiche, dal congedo dalla seduzione con relativa fine della sessualità fino ad altri immaginari angoscianti (a tal riguardo definitiva è stata, ed è, Ida Dominijanni in Parlano le donne parlano, introduzione all’incontro di «Via Dogana 3» del 14 gennaio 2018). Chiaro come – lo indicano il femminismo e la politica delle relazioni in particolare – senza ascoltare e dare credito alla parola delle donne è tutto perduto. Lo dimostra la vitalità della politica delle donne, o meglio il fatto che siano le donne, in questi mesi e in questi decenni, a dire qualcosa di significativo sulla realtà. E a farlo per tutte e tutti.
I proventi derivanti dalla vendita di #quellavoltache – che verrà presentato domani alle 16 nell’ambito di Feminism, Fiera dell’editoria delle donne) saranno devoluti alla Casa Internazionale delle Donne di Roma. Ecco un altro buon motivo per leggere questo piccolo e prezioso librino.

(il manifesto, 8 marzo 2018)

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