9 novembre 2018

Lettera di Daniela Danna


Ciao, la parte del sito in cui riportate articoli è una rassegna stampa o è una proposta di lettura di articoli che almeno in parte condividete? Perché se avete pubblicato «Transiberiana»* nella prima ottica, niente da dire (anche se mi aspetterei comunque un’aggiunta di criticità a una vostra rassegna stampa “dicono di noi”) mentre se vi piace forse vi sfuggono alcune cose: terf è un insulto, usato spesso in connessione con le parole “I kill terf” o altre simili ‘diversamente pacifiche’; vogliamo parlare di femministe contro transgender (e già si capisce da dove partirebbe l’attacco e quindi il torto, in questa ricostruzione quanto meno fantasiosa di fatti che la giornalista non descrive), dove sono allora le voci delle femministe così accusate? come si fa a continuare con la stupida accusa di transfobia a un’associazione che da decenni ammette le trans tra le sue socie? Vi è sfuggita l’iniziativa nell’ambito del pride 2018 «Quattro elementi» organizzata da Arcilesbica e con due trans invitati a parlare? Strano, perché alcune di voi c’erano. Che cosa esattamente condividete di questo articolo infamante verso arcilesbica e le femministe?

Saluti.

Daniela Danna

* http://www.libreriadelledonne.it/trans-siberiana-la-guerra-fredda-tra-femministe-e-mtf-e-scoppiata-davvero/



Cara Danna, abbiamo pubblicato nella sezione Dalla stampa l’articolo cui ti riferisci, apparso su Marie Claire,
Trans-siberiana, la guerra fredda tra femministe e mtf è scoppiata davvero?, dopo averlo letto e discusso in redazione. È vero che il pezzo contiene inesattezze e forzature nella prima parte ma lo abbiamo pubblicato perché le risposte di Monica Romano in poche righe chiariscono alcuni nodi importanti. Ad esempio ricollocano questa “guerra fredda” nei paesi anglosassoni dove è nata e ridimensionano il riflesso che è giunto in Europa. Inoltre la Romano si dice femminista e distingue tra femminismo e “frange terf” (femminismo radicale trans escludente), acronimo usato come insulto, che non si può attribuire alle femministe in generale e tanto meno in Italia. Significativo anche che lei rilevi la misoginia di molti gay nel movimento Lgbt e che sottolinei la necessità di un’unità contro il patriarcato tra donne e donne transgender. Punti importanti che di certo non si pretende esauriscano il dibattito in merito.

Quanto all’evento i “Quattro elementi” organizzati da AL, non ci è affatto sfuggito, anzi è stato plaudito come un segno politico importante e necessario, di sicuro da quelle di noi presenti.

Saluti, a presto.

Stefania per la redazione del sito

(www.libreriadelledonne.it, 9 novembre 2018)

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