17 ottobre 2018
il manifesto

Libertà femminile

Lettera di Luisa Muraro

 

Caro Manifesto, sono femminista e sento la responsabilità di intervenire sulla condanna dell’aborto da parte del papa.

Dico alle femministe e agli uomini che sono dalla nostra parte: difendiamo la legge 194 che prescrive tutta la necessaria assistenza alla donna che decide d’interrompere la gravidanza. Ma non difendiamo l’aborto come se fosse un diritto. Ricordiamo le parole di Carla Lonzi in Sessualità femminile e aborto: libera sessualità e libera maternità a distanza di millenni passano ancora attraverso l’affermazione del libero aborto? Libera maternità e libera sessualità devono trovare i loro significati all’interno della nostra presa di coscienza: solo così saremo sicure che la libertà di cui si parla è la nostra e non quella del maschio. Il nostro obiettivo (spiega Lonzi rivolgendosi a Pasolini) non è negare la libertà di aborto ma mostrare il suo significato per chi continuerà a subirlo, anche se libero, e cioè la donna, e chi continuerà a imporlo e cioè una cultura (per non dire l’uomo).

Questo riferimento alla cultura dominante resta attuale. Secondo la mia interpretazione, il papa ha condannato il ricorso all’aborto nel contesto di una civiltà che è sempre meno una civiltà per il suo esplicito disprezzo della vita: guerre, sfruttamento organizzato, speculazioni sul creato, logica del profitto che scarta ed emargina. Così la descrive all’inizio del suo discorso sul quinto comandamento, non uccidere. E ha ragione. In questo contesto, la parola “sicario” che il papa usa e ha indignato molte, andrebbe riferita non alla scienza che cura e assiste, ma alla scienza subordinata al profitto. Ci sono sviluppi scientifici pericolosamente vicini all’eugenetica.

Nella dottrina cui s’ispira il papa, manca un passaggio che io considero essenziale: l’embrione diventa un progetto di vita umana quando la donna incinta dice sì. Il sì della donna alla maternità dà inizio alla relazione materna da cui veniamo tutti, donne e uomini. Questo passaggio che manca alla dottrina cattolica, manca anche nella cultura laica e nella tradizione filosofica. Lo stiamo scrivendo, è un capitolo della libertà femminile.

(il manifesto, 17 ottobre 2018)

Print Friendly, PDF & Email