26 ottobre 2018

L’Iran ospite d’onore a Torino: sì, sì e sì

di Renata Sarfati

 

Nel maggio del 2017 ho fatto un viaggio in Iran. Per una felice coincidenza, nello stesso periodo si svolgeva a Teheran la Fiera Internazionale del Libro dove l’Italia partecipava come “paese ospite d’onore”. Cosa che abbiamo appreso solo sull’aereo, dove abbiamo incontrato alcuni della delegazione italiana. Chiacchierando con loro, abbiamo notato che erano un po’ preoccupati per la delicatezza della loro posizione. L’Italia era il primo paese occidentale ad essere stato invitato come ospite d’onore e questo fatto aveva una valenza simbolica, culturale e politica.

Il tema della manifestazione era suggestivo: Bellezza senza tempo, tema che ben si adatta all’Italia non meno che all’Iran.

Nel corso del viaggio ho scoperto un paese dove la bellezza e l’armonia sono presenti ovunque: nei grandi monumenti preislamici e islamici o nei siti archeologici quali Persepoli, dove la storia ti viene addosso e ti lascia a bocca aperta.

Questa grande civiltà si può intuire nella grazia e la gentilezza delle persone che si incontrano nei bazar, per la strada, nel loro desiderio di comunicare con lo straniero, di aprirci al senso di quello che vediamo. In particolare sono le donne di questo paese ad essere sorprendenti: è evidente anche al turista che hanno messo in atto una rivoluzione silenziosa. Si vedono in giro baldanzose e sempre eleganti, in gruppo nei caffè e nei ristoranti con grande allegria. Nonostante i vari divieti nei loro confronti, hanno imposto in molti ambiti la loro libertà di disattenderli. Il loro livello culturale è alto e, come ci diceva la nostra guida, molte convivono senza sposarsi o vivono da sole. Lei stessa ne era un esempio.

Vorrei qui dire perché la presenza dell’Iran al salone del libro di Torino sarebbe secondo me una straordinaria opportunità.

Opportunità di conoscere una grande cultura e occasione per dare una risposta a una politica che con la demonizzazione e l’umiliazione ha saputo solo seminare distruzione.

Infine, mi ha commosso l’amore degli iraniani per la poesia, così diffuso a livello popolare che quando devono festeggiare un qualche evento felice è loro consuetudine fare un pellegrinaggio alla tomba del più grande e amato poeta, portando fiori alla sua tomba e soffermandovisi a lungo con allegria.

(www.libreriadelledonne.it, 26 ottobre 2018)

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