22 marzo 2018

Lungo discorso di papa Francesco sulla prostituzione

di Mira Furlani

 

Papa Francesco sulla prostituzione ha pronunciato parole chiare durante un incontro con i giovani al Pontificio collegio internazionale Maria Mater Ecclesiae di Roma in vista della riunione pre-Sinodo dei giovani. Un lungo discorso il suo. Riassumiamolo:

«È una mentalità malata quella che porta a sfruttare la donna […]. Alcuni governi cercano di fare pagare multe ai clienti. Ma il problema è grave, grave, grave. Vorrei che voi giovani lottaste per questo. Se un giovane ha questa abitudine la tagli. Chi fa questo è un criminale. Questo non è fare l’amore, è torturare una donna, è criminale». Francesco racconta in proposito di essere stato «l’anno scorso a visitare una delle case delle ragazze liberate da questa schiavitù: è da non credere. Una è stata rapita in Moldavia e portata legata a Roma, nel portabagagli», con la minaccia che le avrebbero ucciso i genitori. «Quelle che vengono per esempio dell’Africa vengono ingannate per un lavoro. Quando le portano nelle nostre città, quelle che resistono vengono torturate e a volte mutilate. Ci sono i giorni di “ammorbidimento”, quando arrivano: ti picchiano, torturano e alla fine cedi. Una delle ragazze mi ha detto che quando non ha portato la somma le hanno tagliato l’orecchio, ad altre hanno spezzato le dita. È una schiavitù di oggi. Qui in Italia, dobbiamo avere il coraggio di dirlo, i clienti, al 90 per cento sono battezzati cattolici. E sono anche tanti. Io penso allo schifo che devono sentire queste ragazze quando gli uomini le fanno fare delle cose».

In un’epoca di liberismo come il nostro, dove tutto è diventato mercato, anche dopo sessant’anni dalla promulgazione dell’importante legge Merlin, i committenti, i clienti, gli sfruttatori del corpo delle donne restano sempre i maschi. Nel mercato libero il corpo femminile diventa sex work.

In questo contesto la postura spontanea di papa Francesco va nella direzione dello spirito della legge Merlin, così come ha messo in evidenza Silvia Niccolai nell’incontro sulla prostituzione avvenuto il 10 marzo scorso al Circolo della rosa/Libreria delle donne di Milano. Il suo giudizio, infatti, mette in causa coloro che alimentano la prostituzione con i soldi e che vi ricorrono pur sapendo delle sofferenze gravi da parte femminile.

Parlando a persone giovani papa Francesco ha trasformato un incontro rituale in un affondo politico nel nostro presente, affiancandosi alla discussione in corso nel movimento femminista. Il papa si rivolge cioè alla parte maschile, sicuramente e gravemente responsabile dei tanti mali legati alla prostituzione, senza fare delle donne il comodo capro espiatorio, come si è fatto per secoli e siamo sempre pronti a fare: il suo è un atto simbolico esemplare, doppiamente per un uomo nella sua posizione. E vale per tutti e tutte.

(www.libreriadelledonne.it, 22 marzo 2018)

Print Friendly, PDF & Email