4 luglio 2014
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«Maschile Plurale» tra rimozione e rivittimizzazione

19 Giugno 2014

La violenza contro le donne ci riguarda: prendiamo la parola come uomini
 Maschile Plurale 2006

 di TK Brambilla

Non conosco la donna coinvolta, non l’ho mai incontrata, non ho mai parlato con lei.

Leggo di questa vicenda e mi sono fatta bastare la tua versione, Stefano Ciccone.

Esiste una donna che sostiene di avere subito violenza psicologica e un uomo che sostiene di essere accusato ingiustamente. Non ci sono versioni “altre”. Non ci sono fatti che chi ti legge conosce e che portano a fare una valutazione altra, né sto esprimendo un giudizio su una vicenda che io non conosco e tu sì.

Per essere chiari: mi sto esprimendo su come Stefano Ciccone e MP hanno pubblicamente raccontato la loro gestione della vicenda.

Ti dico cosa vedo io che vi leggo.

Si viene a sapere, con post allusivi, che un membro di MP è stato accusato di violenza psicologica e vi si chiede se questo fatto è vero e come l’avete gestito.

Tu lo confermi e scrivi fiumi di parole, da cui però ti smarchi continuamente. Ma le scrivi. E io le leggo.

Il succo qual è? Dici che questa donna ha scelto di non fare una denuncia pubblica, né ad oggi si è mossa per vie legali. E dici che la sua scelta va rispettata.

D’accordissimo.

Ma questa donna, come tu stesso racconti, non ha fatto la scelta del silenzio: vi è venuta a cercare e si è rivolta a voi. E non vi ha posto un caso generico di violenza ma un caso in cui è coinvolto un vostro membro.

È venuta da voi, Stefano.

E tu, voi, che avete fatto? Ci racconti di confronti, ascolto, cura e sensibilità. Ma sostanzialmente non avete fatto nulla.

[…]

Semplicemente non volevate sapere.

Sostanzialmente di lei, che a voi ha fatto la sua denuncia, ve ne siete lavati le mani.

Ma purtroppo non ti sei limitato a questo.

L’hai ripetutamente esposta in maniera grossolana, a una rivittimizzazione, e MP te l’ha silenziosamente lasciato fare, scegliendo di comunicare e ribadire la tua personale opinione: né violenza, né calunnia. Solo un vissuto di sofferenza.

Di lei, naturalmente.

Quella che è venuta da voi e di cui dichiari di non sapere nulla del percorso che ha intrapreso.

[…]

In breve per smarcarvi dalla “rimozione”, avete sostenuto di esservi occupati della vicenda, di avere approfondito e verificato come voi da sempre fate e sapete fare (ascolto, cura e sensibilità) e che la violenza non è stata “rimossa”, non c’era. C’erano i vissuti.

Quando vi si è chiesto conto di questo giudizio o opinione, quando vi si è chiesto come ci siete giunti e come si metteva insieme al coinvolgimento di un centro antiviolenza, quando vi si è posto il problema che queste esternazioni correvano il rischio di essere rivittimizzanti, per smarcarvene avete sostenuto che si trattava di mera opinione personale, neanche suffragata da verifica di fatti, e sostanzialmente che non siete in grado di distinguere tra conflitto e violenza quando dalla teoria (dai libri e dalle conferenze) si passa alla concretezza della vita delle persone. Di più, avete sostenuto che questo è compito di polizia e magistratura.

Questa è rimozione.

[…]

Avete emesso una sentenza di cui però non vi assumete la responsabilità e la sdoganate (ma intanto la propinate!) poiché opinione personale per di più non supportata da verifica di fatti (che significa, che non eravate presenti al verificarsi della presunta violenza?!) ma basata solo sull’opera di ascolto che richiede cura e sensibilità.

Insomma solo esternazioni allusive, che ci raccontano di una violenza che non c’è stata e di una donna dal vissuto di sofferenza.

[…]

Io, voi e anche tu, come tu dici, non sappiamo se questa donna ha subito violenza oppure no. Tu quindi non puoi esporla, con la connivenza di MP, a una possibile rivittimizzazione.

Non lo puoi fare. Anche questa è una forma di violenza.

E visto che dici che spetta alle donne denunciare la violenza e a voi il percorso di liberazione, mentre voi chiacchierate per liberarvi, io che sono una donna, denuncio pubblicamente questa inaccettabile cosa.

[…]
Riferimenti:

Violenza di genere: lettera aperta a Maschile Plurale (Il Ricciocorno Schiattoso)
Risposta a Maschile Plurale: i centri antiviolenza rispettano la privacy (Il Ricciocorno Schiattoso)
Un’occasione per riflettere sulla violenza fuori e dentro di noi (Maschile Plurale)

Differenza di sguardo tra «Maschile Plurale» e centro antiviolenza – Un caso di rivittimizzazione? (Tk Brambilla)

Pubblica denuncia (Il Ricciocorno Schiattoso)

«Maschile Plurale» ambigua e confusa sulla violenza. Inaccettabili le opinioni rivittimizzanti
Repliche di Stefano Ciccone sulla bacheca di MP (16 giugno 2014)

Testo integrale su http://www.massimolizzi.it/2014/06/maschile-plurale-rimozione-rivittimizzazione.html#sthash.PzeGdfAz.dpuf

 

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