28 giugno 2018

Mater Iuris


Il diritto della madre: uscire dalla simmetria giuridica dei sessi nella procreazione

Convegno presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Scienze politiche, economiche e sociali, via Conservatorio 7, 29 novembre 2018, Sala Lauree.

Comitato scientifico: Valentina Calderai (Diritto privato, Università di Pisa), Daniela Danna (Sociologia, Università di Milano), Olivia Guaraldo (Filosofia politica, Università di Verona), Silvia Niccolai (Diritto costituzionale, Università di Cagliari), Elisa Olivito (Diritto costituzionale, Università di Roma), Susanna Pozzolo (Filosofia del diritto, Università di Brescia), Monica Santoro (Sociologia, Università di Milano)

Il convegno intende stimolare una riflessione delle giuriste e di tutti coloro che studiano la società intorno ad una coppia di domande: ci chiediamo se sotto la rivisitazione paritaria e neutra, che ha interessato nel corso degli anni il diritto di famiglia, non sia all’opera ancora, o nuovamente, un diritto prevalente del padre, e se questo assetto non possa essere ripensato, alla luce del patrimonio del pensiero femminista nel diritto. A questo pensiero intendiamo richiamarci, nelle sue ricche sfaccettature, che annoverano figure e percorsi diversi, ma sono tutte accomunate dalla critica nei confronti dell’automatismo della parità e dell’aspirazione alla mera simmetria dei sessi; riflessioni che hanno saputo sempre, partendo dalle donne, parlare del mondo, riconoscendo e criticando i modelli di convivenza che si sono venuti affermando, i quali condizionano e influenzano, anche, l’argomentazione giuridica e la riflessione sociale.

Si pensi all’elaborazione della nozione di ‘uguaglianza valutativa’ di Letizia Gianformaggio; all’ampia riflessione che approfondisce l’intreccio fra capitalismo e patriarcato e, in questa cornice, alle considerazioni di Carole Pateman sul ‘contratto sessuale’ e sulle ambiguità del concetto di ‘genere’; oppure alla riflessione che coglie, con Martha Fineman, il legame tra la “neutralizzazione” della madre e le esigenze del mercato. Oppure, agli studi che hanno riconosciuto nella medicalizzazione del corpo femminile, della gestazione e del parto, l’annuncio di una idea di soggettività e di socializzazione basate sulla ‘managerializzazione del sé’, che si sono col tempo rivelate cruciali nella costruzione della governamentalità ‘neo-liberale’, come nella lettura di Barbara Duden; e ancora alle ‘istituzioni della maternità’ di cui parla Adrienne Rich, che possono assumere storicamente forme diverse, ma riproporre identiche finalità espropriative e di controllo sulle donne, in particolare nella surrogazione di maternità.

Molti sono gli ambiti che si aprono e che possono essere esplorati, sia in chiave di diritto positivo, sia di analisi filosofica e sociologica, a partire da una riflessione volta a interrogare problematicamente una simmetria giuridica dei sessi nella procreazione che neutralizza la donna.

In particolare, da un lato, è stato da lungo tempo sottolineato che l’approccio ‘neutro’ ai temi della famiglia in nome della “parità” e della “fungibilità tra i sessi” può nascondere una nuova insidiosa discriminazione, nel senso di un trattamento incongruo e inappropriato, e di una perpetua svalorizzazione, nei confronti dell’esperienza femminile. Oggi, sul terreno della concreta esperienza giuridica, segnali significativi di simili insidie vengono chiaramente alla luce quando, in nome di un interesse superiore del minore tutto declinato nel cono di un principio paritario di bi-genitorialità, l’applicazione dell’affido condiviso apre a tragiche contraddizioni nei casi di conflittualità e di violenza. Più equa ci appare una prospettiva che, ben oltre il discorso individualista e il suo correlato paritario – oggi egemoni nel diritto – faccia spazio, proprio nel diritto, a una concezione costitutivamente relazionale della soggettività, nei suoi aspetti più concreti e materiali.

D’altro lato, è consolidata la consapevolezza che la famiglia, organismo centrale nell’autonomia sociale, risente delle dinamiche interpretative e delle pratiche che interessano il “governo” delle soggettività, e l’idea stessa di individuo e di persona, pratiche che hanno un loro centro nevralgico nella regolazione della fecondità femminile e degli istituti connessi. In questo quadro, rappresenta una sfida interrogare, per un verso, il concetto neutro di ‘omogenitorialità’– che si sostituisce a espressioni, sessuate, quali ‘doppia maternità’ e ‘doppia paternità’ – e, per l’altro verso, confrontare la rivendicazione di un principio neutro di “genitorialità alla nascita” con il principio mater semper certa – universale fino all’introduzione dell’istituto giuridico della surrogazione di maternità in California con Johnson v Calvert (1993). Riteniamo che la regula juris del mater semper certa possa essere interpretata oggi in chiave favorevole a nuove dimensioni di libertà femminile, traducibili in istituti giuridici capaci di rispecchiare la differenza sessuale.

In questa cornice possiamo enucleare, esemplificativamente, alcune domande:

  • È possibile sviluppare un “universalismo” a partire dalla prospettiva femminista o l’analisi femminista deve essere annoverata tra quelle politiche “parziali” e/o di parte?
  • Si può andare oltre l’anatema “essenzialista” che colpisce ogni uso politico e intellettuale dell’idea di differenza sessuale?
  • Quali sono le connessioni tra prospettiva femminista e critica all’intreccio tra capitalismo e patriarcato?
  • Come tener conto della differenza sessuale nella generazione e nella filiazione?
  • Quali i percorsi della soggettività giuridica e dell’idea di libertà nelle visuali critiche del diritto, giusfemministe e della differenza sessuale?
  • Donna, concepito, terzi: come individuare la libertà femminile nella generazione, in una scena della filiazione sempre affollata da ulteriori interessi?

All’interno di queste linee, possono essere individuati ambiti più specifici per l’indagine teorica e/o empirica, ad esempio:

  • la filosofia e le applicazioni della legge che impone l’affido condiviso (e il collocamento della prole);
  • il concetto di ‘bi-genitorialità’;
  • il tema (e una definizione) dell’‘interesse del minore’;
  • la surrogazione di maternità
  • status familiari e riproducibilità tecnica della procreazione: l’impatto delle nuove tecnologie sulle istituzioni giuridiche della parentela;
  • prospettive di analisi economica e giuridica del mercato della riproduzione umana;
  • differenza sessuale e procreazione delle “coppie same-sex”;
  • il nuovo lessico dei tribunali minorili e l’idea di famiglia che ne emerge;
  • come cambiano l’idea di famiglia e di libertà nella generazione quando si inserisce come parametro il “progetto di genitorialità”;
  • come può ripensarsi il diritto a partire da una soggettività costitutivamente in relazione.

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO

Ci piacerebbe che alcune opere fossero comune riferimento nel dibattito fra noi. Ne elenchiamo alcune, ma volentieri ne recepiremo altre che ci verranno suggerite: C. Pateman, Il contratto sessuale, Nuova ed. Moretti e Vitali, 2015 – A. Rich, Nato di donna (1977), trad. it. Garzanti, 1996. – B. Duden, Il corpo della donna come luogo pubblico (1991), trad. it. Bollati Boringhieri, 1996 – B. Duden, L’epoca della schizo-percezione, in A. Buttarelli, F. Giardini, Il pensiero dell’esperienza, Baldini Castoldi Dalai, 2008, p. 109-140. – S. Federici, L. Fortunati, Il grande Calibano, Franco Angeli, 1984 – I. Praetorius, Penelope a Davos. Idee femministe per una economia globale, Quaderni di Via Dogana, Milano, Libreria delle donne 2011- I. Praetorius, L’economia è cura. La riscoperta dell’ovvio, IOD edizioni, 2016 – L. Gianformaggio, Eguaglianza donne e diritto, Il Mulino, 2005 – Libreria delle donne di Milano, Non credere di avere dei diritti, Rosenberg & Sellier, 1987 – M. Minow, The Supreme Court 1986 term. Foreword: justice engendered, in Harvard Law Review, vol. 101, 1987, pp. 10-95 – A. Cavarero, Il modello democratico nell’orizzonte della differenza sessuale, in Democrazia e Diritto, n. 2, 1990, pp. 221-241.

CALL FOR PAPER

Invitiamo le studiose e gli studiosi che sentono interesse per i temi che abbiamo delineato a inviare una proposta di paper entro il 15 settembre 2018 all’indirizzo mater.iuris@unimi.it

La proposta dovrà contenere il titolo dell’intervento e un abstract di circa 1.800 caratteri.

Coloro la cui proposta sarà accettata riceveranno comunicazione entro il 30 settembre.

Dopo lo svolgimento della giornata di lavoro, in considerazione dei risultati, stabiliremo se e come proseguire l’esperienza con una pubblicazione.

(www.libreriadelledonne.it, 28 giugno 2018)

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