29 giugno 2018

Più avanti della legge Merlin


Un tale, che si firma Carlo T., ha scritto al Corriere della sera per suggerire al governo di mettere nel suo programma la fine della legge Merlin. Non si risolverebbe la questione, dice, ma le “professioniste del lavoro più antico del mondo” (le virgolette sono di Carlo T.) sarebbero più tutelate… Segue un elenco in crescendo di benefici per le donne. Carlo T. sa in partenza che ciò non risolverebbe la questione, ma in che cosa questa consista, non lo dice. Un mio conoscente, parlando della giustizia dovuta alle donne, mi ha confidato: “il problema, professoressa, è che noi uomini abbiamo questa debolezza” e ha fatto un gesto allusivo della mano al basso-basso ventre. A questo pensava, sotto-sotto, Carlo T.?

Gli risponde Aldo Cazzullo. Detto per inciso, la risposta mi pare un segnale che ai nostri giorni la società maschile sta imparando a parlare bene delle donne, vale a dire: in favore, con cognizione di causa e con intelligenza. Due sono i punti notevoli. Primo: l’elogio di Lina Merlin cui segue un ben motivato no alla proposta del lettore. Secondo: il ricordo degli anarchici che, durante la guerra civile di Spagna, provarono ad abolire la prostituzione e si resero conto che, per riuscirci, “ci voleva una rivoluzione sessuale”.

Aldo Cazzullo commenta che la rivoluzione sessuale c’è stata davvero ma la prostituzione non è scomparsa. A che cosa si riferisce? Per quello che sappiamo, la rivoluzione sessuale è ancora in corso, basta pensare al recente scandalo di Hollywood, un macigno caduto in acque stagnanti con effetti di cui si è parlato e si continuerà a parlare molto. Tra gli effetti, si annuncia anche quello cercato a suo tempo dagli anarchici.

La legge Merlin, giustamente difesa da Aldo Cazzullo, ha una caratteristica ben nota a quelli che devono applicarla: su ciò che accade tra l’uomo che cerca servizi sessuali a pagamento e la donna disposta a questo scambio, non si pronuncia. Che cosa vuol dire questo silenzio? Chi coglie lo spirito della legge Merlin, lo intuisce; chi, in più, conosce la donna che le ha dato il suo nome, non può non saperlo: con il suo silenzio la legge guarda verso la fine della prostituzione.

In questo silenzio ora risuonano le parole di Rachel Moran che, dopo aver passato nella prostituzione la sua prima giovinezza, tra i quindici e i ventidue anni, aiutandosi con la cocaina, è uscita da entrambe le servitù e ha scritto Stupro a pagamento. La verità sulla prostituzione (Paid for. My Journey Through Prostitution, Dublino 2013). Leggendolo, ho pensato: più avanti della legge Merlin c’è solo questo libro. E dopo questo libro, c’è solo la fine della prostituzione. (Luisa Muraro)

 

Aldo Cazzullo, Perché non ha senso riaprire le case chiuse, Corriere della sera 24 giugno 2018, p. 27.    

(www.libreriadelledonne.it, 29 giugno 2018)

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