13 Settembre 2016

Il respiro della città

 

Ricominciamo LabMi, la città del primum vivere

 

Sabato 17 sett 2016, h. 18, Libreria delle Donne di Milano, Via Calvi 29, 02 7000 6265

 

Proposto da: Sandra Bonfiglioli, Bianca Bottero, Maria Bottero, Emilia Costa, Ida Farè, Stefania Giannotti, Laura Minguzzi

 

Il respiro della città

Il respiro della città incornicia il laboratorio di idee e progetti per Milano. E’ una fase di lavoro in comune che pensiamo di rinnovare.

Viene dopo le 5 giornate della primavera che hanno messo al centro una domanda:  

 

Esiste una Milano amica della libertà delle donne?

 

Abbiamo indagato questa domanda facendo mappe dei modi di abitare.

 

Finora ha riguardato 3 donne, le chiamiamo Lei per ovvi motivi di rispetto della riservatezza, diverse per età, lavoro, famiglia, quartiere di abitazione.

Abbiamo il materiale live prodotto: mappe, registrazione del loro discorso e dei nostri, trascrizione cartacea.

Partiamo da quanto abbiamo già intuito e andiamo oltre. Abbiamo ascoltato i racconti e abbiamo imparato, intuito attraverso le parole d’oro zecchino, che la città è amata dalle donne, che dagli anni 80 lavorano nel movimento e  nelle istituzioni e nei circoli di base e trasformano le loro/nostre abitazioni per renderla amica di un abitare dove il lavoro è parte della vita e non viceversa. E vivere è relazionarsi con altri esseri umani e con le cose materiali dell’ambiente e con gli zefiri invisibili dell’aria e del cielo.     

 

Ora mettiamo al centro tutto questo con la città fisica, disegnata e organizzata negli spazi e nei tempi secondo quel genius loci che ci fa riconoscere Milano appena scesi dal treno.   E secondo una cultura progettuale diffusa che si colloca fra i/le grandi del progetto urbano. E noi donne abbiamo esperienza e idee e desiderio da dire.

Il materiale è a disposizione già il 17 per riflettere tutte assieme su due domande che approfondiscono quella iniziale:

 

1° domanda. Le 3 storie di Lei quali indicazioni danno sull’amicizia inscritta nel disegno e nell’organizzazione di Milano che diventa habitat della libertà di lei? Dove vediamo questa Milano amica con gli occhi e con la mente?

 

2° domanda. Come è fatta l’architettura di spazi e tempi del vivere quotidiano di ciascuna di Lei?  Questa architettura che muta e si trasforma in continuazione lungo l’asse del tempo, è costruita dal loro proprio corpo attivo di gesti e percorsi e stare/andare  e intermezzi di frattempi che scandiscono il succedersi delle  azioni e incontri voluti/casuali.

E la fisicità del corpo si complica con emozioni e fatica e rabbia e gioia e disperazione e ricordi che irrompono. E sguardi rivolti al dopo che già irrompe nel qui e ora. Abitare è una pratica che riguarda nello stesso momento il corpo, la mente, il cuore di una creatura vivente.

Questa architettura del corpo  vivente si inscrive e si nutre nel corpo fisico e pietroso della città, nel suo disegno e nell’organizzazione spaziale e oraria dei servizi offerti.   

Sabato 17 decideremo assieme, usando le due domande e il materiale del lavoro svolto, quali sono i punti fermi che abbiamo guadagnato dai 5 laboratori precedenti. I punti fermi li usiamo come pilastri per orientare il lavoro comune da fare nel nuovo anno di laboratorio

 


(www.libreriadelledonne.it, 13/09/2016)

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