9 Aprile 2014

Politica mon amour – incontro in libreria sabato 29 marzo 2014

Introduzione di Silvia Motta

 

Benvenute e benvenuti.

 

Politica mon amour è il tema del nostro incontro e qui a questo tavolo, con me e Maria Castiglioni, ci sono due donne impegnate politicamente nelle istituzioni, due parlamentari: Lucrezia Ricchiuti senatrice del PD e Laura Puppato deputata del PD, che ringraziamo per averci dato la loro disponibilità.

Questo incontro ha una sua storia.

Come qualcuna ricorderà più di un anno fa, in corrispondenza di un risultato elettorale che aveva visto l’entrata massiccia di donne in Parlamento – soprattutto del PD, di SEL e di 5 Stelle – in una riunione qui in libreria, dove questo risultato era stato accolto con interesse e curiosità, avevamo espresso il desiderio di entrare in contatto con  loro, di interloquire, di creare un terreno comune dove avviare lo scambio e il confronto.

Io stessa, avevo lanciato l’idea di scrivere una lettera, idea accolta positivamente da molte, tanto che ho ricevuto varie sollecitazioni a dare seguito a questa proposta.

Poi le vicende della politica (l’estenuante iter del governo che voleva fare Bersani e tutto il resto) hanno un po’ oscurato questo risultato elettorale e noi stesse ci chiedevamo: ma a chi scriviamo, chi interpelliamo, come?

Nonostante questo, la proposta non è caduta e abbiamo seguito un’altra strada, che ci è certamente più congeniale: quella di partire dalle relazioni… e qui interviene Maria, già impegnata nei tavoli del Comune di Milano e nel gruppo delle Giardiniere e in relazione con Lucrezia Ricchiuti… e tramite loro abbiamo sentito Laura Puppato e altre parlamentari.

Oggi sono qui loro due, ma abbiamo speranza di incontrare in seguito anche altre donne impegnate nelle istituzioni tradizionali della politica .

Il desiderio di interloquire non data però solo da quella riunione che ho citato.

Ricordo l’iniziativa dell’Agorà del lavoro… per chi non la conosce, un incontro mensile sul tema del lavoro a partire dalla divisione sessuale e a partire dal punto di vista delle donne… “una piazza pensante”, l’abbiamo definita… Questa iniziativa è al suo terzo anno, e nasce proprio con un grande desiderio di aprire il confronto con tutte/tutti – anche gli uomini: con gruppi e donne singole, sindacaliste, assessore del comune eccetera.

E poi, sempre sotto lo stesso segno di grande volontà di confronto serrato c’è stato nel 2012 il grande incontro del femminismo a Paestum, più di 800 donne… delle più varie provenienze e schieramenti, singole e appartenenti a gruppi… E questo incontro è stato replicato ancora con successo nel 2013.

Dunque, un desiderio rispetto a questo incontro che viene da lontano.

 

 

Qual è l’obiettivo dell’incontro di oggi?

 

Diciamo subito una cosa: siamo qui per ascoltare e per discutere insieme lasciando perdere appartenenze e schieramenti politici.

Siamo mosse dalla voglia di conoscere un’esperienza che a noi manca.

Siamo curiose di sapere le difficoltà che incontrate nel portare lì, nei luoghi del potere, la vostra soggettività, il vostro pensiero, le soluzioni in cui credete.

 

Vi poniamo dunque alcune domande, le stesse che si poneva Antje Schrupp (in un articolo apparso su Via Dogana nel dicembre 2011) guardando alle molte che in Germania, negli ultimi dieci anni, hanno occupato posizioni influenti in sedi istituzionali quali ministeri, tribunali, università, chiese, aziende…

 

Che esperienza vivete nel tentativo di portare la vostra politica nei luoghi del potere?

 

Quali sono gli ostacoli e i conflitti che si aprono quando si vuole portare avanti una politica non interessata al potere in quanto tale?

Si riesce?

Cosa riesce?

 

E aggiungo io: perché sono così rari i casi in cui le donne in Parlamento, indipendentemente dagli schieramenti, fanno sentire la loro voce… o portano argomenti che rivelano una sensibilità comune?

 

Il perché di queste domande credo sia evidente… ma lo preciso.

Penso che sarebbe davvero importante creare un flusso di scambio e di reciproco alimento tra voi che portate la vostra passione politica nelle istituzioni e che vi confrontate con un day by day che immagino molto pressante e tutta quella politica di confronto sull’esperienza delle singole donne che in questi quarant’anni ha prodotto un grande sapere in tutti i campi… quello del lavoro e dell’economia, della sessualità, della scienza, della letteratura, delle arti… la filosofia … davvero in tutti i campi.

Un sapere che, ad esempio, qui in libreria si sviluppa con una pratica politica di autocoscienza, basata sulle relazioni, e che produce un agire politico molto ampio… La rivista politica Via Dogana che esce ogni due mesi, gli incontri, i video, il sito… Non sto a elencarle tutte, tante iniziative.

E altre, impegnate in altri luoghi, possono fare molti altri esempi.

Ma a me sembra che, di tutto questo sapere e azione politica di cambiamento che il movimento delle donne produce fuori dai luoghi istituzionali, nelle istituzioni si perda traccia… non se ne vede il riflesso. La mia domanda è: perché?

 

Adesso do brevemente la paola a Maria Castigliani che ha un’esperienza che l’ha coinvolta in maniera più diretta nelle iniziative del Comune di Milano e che ha lavorato fianco a fianco con le donne elette.

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