3 maggio 2017
#VD3

Unità!

di Cristiana Fischer

 

Care tutte, ho apprezzato lo scritto di Luciana Tavernini che valorizza i rapporti di femministe degli anni ’70 con il movimento LOTTO MARZO, e vede all’opera nel linguaggio e nelle relazioni del movimento pratiche della differenza. Ho apprezzato anche lo sguardo periferico di Betti Briano, non troppo sicura che l’eredità sia stata trasmessa, “in politica ciò non può avvenire con scorciatoie o in virtù di semplice atto testamentario ma solo come esito di un processo che veda noi stesse e le/gli eredi impegnate/i quotidianamente e a lungo nell’opera di trasmissione del ‘bene’”.

Da una lontananza psicologica e non mentale che mi è propria, vi lancio un interrogativo che mi pongo da un po’ a proposito di NonUnaDiMeno: a chi rispondono.

Nessuna di loro risponde a domanda padronale, va da sé. E tantissime partecipano per iniziativa propria vitale e ragionata.

Mi ha colpito però l’intenzione espressa in modo esplicito (sono iscritta alla mail list) di unire, e respingere ai margini se non fuori, temi conflittuali. Se l’obiettivo generale è autocentrato, perché mai escludere tematiche laterali?

L’unità mi sembra per NUDM lo scopo fondamentale, ma “l’unità” non esiste!

È un obiettivo tradizionale della politica, e ora anche -pare- di “tutte”. Ma chi sono queste tutte? Tutte le donne, tutte che subiscono violenza, tutte sessualmente discriminate. Unità!

Ma leggo anche che nel piano antiviolenza femminista “siano esplicitate le violenze same-sex, transfobiche e lesbofobiche”, tutte-le-donne come contenitore dei diritti.

Se questa è la faccia che si vuole presentare, la forza suscitata va a implodere chissà dove.

Ciao

Cristiana

(Via Dogana 3, 2 maggio 2017)

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