25 novembre 2018
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Voglio il tuo corpo

di Cristina Gramolini

La giornata contro la violenza sulle donne è celebrata da un peloso manifesto di Arcigay, in cui si vede un corpo senza testa di donna incinta che tiene la mano sulle mani unite di due uomini e in piccolo la frase “L’espressione utero in affitto è violenza che si annida nel linguaggio”.
Il manifesto è un capolavoro di autosmascheramento, Arcigay scomoda l’autodeterminazione delle donne per chiedere implicitamente il libero accesso al corpo femminile fecondo. Sono disgustata da questo manifesto perché distorce le parole del femminismo. “Essere madre è una libera scelta, ma anche non esserlo lo è” non significa che si possano fare figli per chi li commissiona! Infatti quelle di noi che non vogliono essere madri non lo sono, le gravidanze indesiderate sono evitate con la contraccezione o con l’IVG, oppure una puerpera può non riconoscere suo/a figlia/a che viene data in adozione. I figli non sono merci proprietà di chi li partorisce. Trasformare la gravidanza in lavoro: questa sì è violenza sulle donne, ridotte a contenitore-incubatore per i progetti familiari altrui.

Arcigay non si accorge di dilapidare il consenso sociale e la simpatia delle donne guadagnata in anni di lotta per la libertà di amare, lanciando messaggi che sono contrari al vero senso dei diritti umani e per di più nella giornata in cui piangiamo le atroci violenze commesse contro noi donne.

Se ci sono gay che non vogliono sfruttare una giornata come quella di oggi per violare il femminismo è meglio che parlino, altrimenti noi donne, che abbiamo creduto di essere al riparo dalla predazione perché i gay non sono interessati al nostro sesso, ci convinceremo che abbiamo sbagliato.

(Arcilesbica Nazionale, 25 novembre 2018)

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