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LAttacco,
Foggia - 17 marzo 2011
Antonietta de Pace, rivoluzionaria gallipolina
Katia Ricci
"Diffondere
e propagandare l'odio contro il dispotismo. Inoculare e accendere l'amore
per la libertà." Questa è stata la missione di vita
di Antonietta de Pace, nata a Gallipoli nel 1818, attiva come tante altre
donne nella costruzione dell'unità d'Italia; donne che, se pure
non combatterono con le armi, cospirarono, crearono reti di informazioni,
mantenendo i collegamenti tra insorti e patrioti, affrontarono con coraggio
processi e carcere e insegnarono ad altre/altri l'amore per la libertà.
Dopo la morte prematura del padre e la confisca del patrimonio familiare,
a otto anni Antonietta con le sorelle venne affidata dalla madre al convento
delle Clarisse. Dopo qualche anno, la sorella Rosa sposò Epaminonda
Valentino, un patriota che fece uscire dal convento Antonietta, la quale
cominciò a interessarsi alla politica e alle organizzazioni carbonare.
Antonietta capisce subito che l'azione dei carbonari è perdente,
li accusa, infatti, di cecità e purtroppo gli eventi le dettero
ragione tanto che molti finirono con il riconoscerle "un ingegno
politico non comune". Dopo l'arresto e la morte di Epaminonda, Antonietta
prese contatto con le associazioni carbonare e dette il via a un'azione
principalmente femminile: spesso, infatti, i suoi punti di contatto erano
le donne. Si fece accogliere come corista nel Tempio di San Paolo per
nascondersi e di notte incontrare i capi mazziniani. Fondò il circolo
femminile della Giovane Italia composto da donne dell'alta borghesia ed
entrò in contatto con Antonietta Poerio, Alina Perret, Costanza
Leipnecher, Raffaella Faucitano e tante altre. Conobbe anche il primo
ministro inglese Palmerston.
Dichiarandosi parente di un detenuto e prossima al matrimonio con un altro,
ottenne il permesso di occuparsi della loro biancheria, riuscendo a mantenere
i contatti con i patrioti mazziniani in carcere e a inviare informazioni
preziose. La sua azione politica, come si vede, era caratterizzata da
un modo molto femminile di comportarsi.
Arrestata per cospirazione, inghiottì le lettere di Mazzini e sostenne
con grande coraggio per due settimane gli interrogatori. Assolta, dopo
un processo che fece molto scalpore, si sposò a 58 anni con un
altro patriota, e continuò nella sua attività politica,
tanto che nel 1860, vestita con la bandiera italiana, entrò a Napoli
insieme a Garibaldi con altri 28 ufficiali e Emma Ferretti. A Napoli fondò
il Comitato Donne per Roma Capitale. Si recò a Roma dove fu arrestata
dalla polizia pontificia e ancora una volta si mostrò particolarmente
abile nel distruggere carte compromettenti. Dopo il 1870 si dedicò
all'educazione dei giovani insieme al marito che era assessore alla Pubblica
Istruzione di Napoli. Negli ultimi anni di vita, stanca e delusa, Antonietta
iniziò ad abbandonare la politica anche a causa dei dolori fisici
e della depressione che la colpì. Ammalatasi di bronchite, si aggravò
rapidamente e, come racconta il marito, dopo aver bevuto due coppe di
champagne e dopo aver risposto a lui che le chiedeva se l'amasse: "E
me lo chiedi?", morì il 3 aprile del 1893.
Su Antonietta de Pace, figura importante de Risorgimento italiano, Elio
Scarciglia, professore di Lecce, appassionato di fotografia e cinematografia,
ha realizzato un video dal titolo Antonietta De Pace rivoluzionaria
gallipolina. È un film documentario che si rifà sia
al libro Antonietta e i Borboni, che racconta in forma romanzata la vita
e le gesta dell'eroina, sia a un recital dallo stesso titolo del documentario.
Il romanzo è stato scritto da una discendente di Antonietta, donna
Emilia Bernardini De Pace, che ha rielaborato e romanzato una biografia
molto sintetica e confusa dell'antenata, pubblicata a Napoli nel 1901
e trovata in un mobiletto in un palazzo ereditato dal nonno.
Chiediamo al regista: Di quali fonti e materiali si è avvalso?
Non è stato facile realizzare il documentario perché, purtroppo,
il materiale a disposizione è scarso. Mi sono avvalso di foto,
documenti e frammenti di film d'epoca.
Come mai si è occupato della figura di Antonietta?
A Gallipoli, alcuni anni fa, Augusto Benemeglio organizzò una serata
in commemorazione di Antonietta De Pace e in quell'occasione lesse, insieme
ad altri, un testo che prendeva le mosse sia dal libro di donna Emila
Bernardini De Pace, che dagli scritti del marito di Antonietta, Beniamino
Marciano, ai quali aveva aggiunto dei suoi versi poetici. Quella sera
ero presente e la figura di Antonietta De Pace mi incuriosì molto
per la sua modernità e determinazione. Mi ha affascinato la passione
con cui affrontava gli eventi, la forza d'animo e il coraggio con cui
superava le avversità, ma anche la bontà d'animo che la
portava ad essere generosa e ad aiutare i contadini e gli operai, nonostante
la sua posizione sociale.
Al di là di quello che afferma il marito, secondo il quale "Antonietta
dimenticò il mondo femminile per liberare la patria dalla servitù",
mi sembra che abbia svolto un'azione femminile sia nel senso che i suoi
punti di contatto erano spesso le donne, sia per l'importanza che dava
all'educazione al fine di apprendere l'amore per la libertà. C'è
poi tanto di femminile in quella sua abilità a disfarsi delle carte
compromettenti, magari ingoiandole o a mantenere i contatti tra detenuti
politici e passare preziose informazioni. Qual è il suo punto di
vista?
Antonietta de Pace non è una donna che opera nella penombra,
dietro al marito o al cognato, ma è una donna che si espone in
prima persona accettandone le conseguenze. Antonietta, però, è
anche una donna dotata di grande femminilità, tant'è che
usa tutto il suo fascino per ottenere ciò che le interessa. Sicuramente
una donna forte, determinata, sicura, ma anche dolce, sensibile e appassionata.
A differenza dello stereotipo comune, Antonietta de Pace non fu l'unica
patriota, anzi all'epoca c'era un buon numero di donne che operava, magari
insieme al marito, fratello, ecc., insomma c'era un contesto femminile
di riferimento. Qual è il suo punto di vista a riguardo. Quale
il taglio del suo film?
Sicuramente le donne, in qualsiasi periodo storico, hanno avuto ruoli
notevoli, a volte determinanti anche se non sempre riconosciuti, o meglio
non ricordati. Per fortuna, in occasione del 150° dell'Unità
d'Italia, si sta portando avanti un bel lavoro di riscoperta se non di
scoperta del ruolo femminile nel Risorgimento (n.d.r. sull'argomento
vedi il sito www.donneeconoscenzastorica). Per queste ragioni, il
mio film non considera Antonietta de Pace un'eccezione. Questo non è
l'unico mio lavoro che affronta figure femminili. Ho realizzato una mostra
video fotografica che si chiama appunto Donne, composta da circa 40 pannelli
fotografici di varia grandezza (fino a una misura di oltre due metri),
che rappresentano il variegato mondo femminile diverso per età,
lavoro, etnia, estrazione e ruoli sociali e tre video dedicati alle donne
nell'arte: una danzatrice di pizzica, un'attrice e una performer di ispirazione
orientale.
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