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ORVIETO 2007,
14-15 LUGLIO. IST. SAN LUDOVICO
L'IRRELAZIONE
FARE
SIMBOLICO E' UN'IMPRESA GRANDIOSA CHE RICHIEDE AMORE PER LA LIBERTA' FEMMINILE.
E' DI TUTTE LE DONNE QUESTA PASSIONE? ABBIAMO VISTO CHE NO. E' UN DONO,
E' UNA CHIAMATA, E' NEL DNA? NON E' NEANCHE DI TUTTE L'AMORE PER LE PROPRIE
SIMILI. MA C'E' DI PIU': CI SONO OSTACOLI CHE SI FRAPPONGONO ANCHE NELLE
RELAZIONI PIU' CONSAPEVOLI, CHE EMERGONO NELLA REALIZZAZIONE DI OPERE
COMUNI. SI TRATTA DELLA VECCHIA EMANCIPAZIONE O C'E' QUALCOSA CHE NON
AVEVAMO MESSO IN CONTO?
In che rapporto sta la posizione soggettiva del "trauma originario
o del "ravage" nel rapporto con la madre rispetto alle altre
donne, e rispetto al simbolico? Cosa comporta la ripetizione del meccanismo
in termini di libertà femminile? Per fare simbolico occorre rinunciare
al godimento del perpetrare, dove il taglio comporta la sofferenza della
rinuncia. A partire da sè, nei confronti del ravage, che posizione
è stata presa? Alcune donne ne sono dentro per tutta la vita, altre
non ne vogliono sapere, altre lo hanno trasformato in simbolico.
Queste sono in sintesi le domande che mi pongo e vi pongo, che cercheremo
di articolare prima dell'incontro del 14-15 luglio. Dopo l'affascinante
lettura di Murdock, sto leggendo Butler, in particolare Critica della
violenza etica, (fino all'ontologia dell'inerme nell'ultimo libro
di Adriana Cavarero, Orrorismo, ma senza arrivare a tanto, si spera
)
partecipano:
Giuliana Grando, Manuela Fraire, Erminia Macola,
psicoanaliste
Luisa Muraro, filosofa
Teresa Lapis, giurista
Il Centro di Documentazione di Foggia, il gruppo di Pescara Laura Guadagnin
(a cura di)
E' previsto
l'arrivo la sera del 13. I lavori cominciano il sabato dalle 9,30 per
tutta la giornata e proseguono fino la domenica alle 14. E' possibile
ci sia un prolungamento di stage esperienziale con Manuela Fraire o di
iniziare con lei per una mezza giornata.
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