Milano
Ottobre 2012 La
Palestina della convivenza non è né uno slogan né unutopia. di
Rabii El Gamrani
La Palestina della convivenza è un accaduto al tempo stesso lontano
e vicino. La Palestina della convivenza non è una forzatura, è
un percorso che abbiamo costruito attraverso gli occhi di chi lha vissuta
e di chi lha fotografata. Per conoscere un paese bisogna penetrare dentro
lo sguardo di chi l ha vissuto, occorre accompagnare le sue genti nel quotidiano,
mentre lavorano, mentre cantano, mentre sorridono, mentre soffrono o mentre resistono.
Chi guarda gli scatti è doppiamente privilegiato. Non soltanto perché
si esamina chi fotografa e chi viene fotografato, ma lo si fa soprattutto a posteriori.
Perciò gli scatti sono stati raccontati nel loro intimo da didascalie che
ne descrivono la biografia e ne sottoscrivono il contesto storico, culturale,
politico e antropologico, che nella mente di chi fotografa e soprattutto di chi
viene fotografato non è mai percepito nella sua totalità. Le persone
e le cose ritratte in questi scatti hanno consegnato alla storia una
testimonianza unica quanto veritiera per il solo fatto di essere stati fotografati.
Le persone si possono mettere in posa per il tempo di uno scatto, ma ciò
che le fotografie ritraggono è un mondo reale che esiste ancor prima che
la fotografia lo immortali, anzi la fotografia e il fotografo sono proprio attratti
da quel mondo che li precede. La Palestina della convivenza è una terra
ricca e ospitale che vive e fa vivere le sue genti. Negli scatti di Karima Abud,
la fotografa palestinese che visse a Nazareth fra il 1896 e 1955, incontriamo
i volti della Palestina colta e borghese, emancipata e aperta alla vita e alla
modernità. Negli scatti di Felix Bonfils scopriamo la Palestina urbana
e rurale, con i suoi campi coltivati, con le sue fortificazioni maestose, con
la sua varietà di persone e etnie. Nellarchivio Assebat Association
abbiamo una panoramica di una Palestina che cammina a braccetto con la modernità.
Tutti gli scatti si erigono a testimoni parziali e inconfutabili di un paese vivace,
inserito nel suo contesto regionale e internazionale, soggetto, come è
naturale che sia, al flusso e riflusso di civiltà e culture. Questo
Percorso Fotografico, il più possibile documentato storicamente, ha lintento
di fornire informazione. Nulla è stato aggiunto né manomesso, è
stato solamente letto a voce alta ciò che altri hanno scritto e hanno fotografato.
Sarebbe legittimo chiedersi se si ha il diritto di riesumare quei volti, quei
paesaggi e quelle vite, ma forse alla fine non è di diritto che si tratta
bensì di dovere. Il dovere di ridare memoria alla memoria. Il dovere
etico di riportare alla luce delle narrazioni che a lungo sono state accantonate. La
storia è una cosa seria e complessa, ecco perché bisogna andare
a cercarla nei dettagli, non nelle gesta degli eroi e dei conquistatori, ma
nelle mani di chi coltiva la speranza, negli sguardi di chi è ebbro
di vita, nella fatica di chi ara la terra e accudisce
lolivo. Gli scatti senza parola alcuna gridano la loro verità, parlano
alla nostra coscienza, denunciano il nostro distacco e la nostra indifferenza. Ci
chiedono : Dovè ora la Palestina della Convivenza?
Milano,
mostra fotografica La
storia dei Palestinesi 1880 1948 illustrata da immagini d'epoca 1-13
ottobre lunedì- venerdì ore 8.00-20.00, sabato ore 8.00-12.00 domenica
chiuso Università degli Studi di Milano - Aula Magna via Festa del
Perdono, 7 FUORIFESTIVAL http://lombardia.indymedia.org/node/47685#comment-110839
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