Libreria delle donne di Milano

Angela Putino
Simone Weil. Un'intima estraneità
Città Aperta, 2006
€ 15 - pp. 170

Nel 1937 Simone Weil prese parte, insieme al fratello André, a un incontro di matematici fortemente segnato dalla teoria di Cantor sugli infiniti attuali. Questo episodio, generalmente confinato in una pagina della sua biografia, è posto da Angela Putino al centro della sua interpretazione. Illuminati da questa intuizione, tutti i grandi temi della Weil - dell'illimitato e del limite, dell'idolatria e dell'attesa, della massa e della singolarità -sembrano ruotare intorno al proprio asse semantico per mostrare un lato finora in ombra, un eccesso di senso, che l'autrice condensa nella figura antinomia dell'"intima estraneità": se l'infinito può contrarsi in un nucleo prossimo al nulla, il desiderio può ospitare ildolore e la comunità la solitudine.

   

Il 16/1/2007 è mancata Angela Putino, Docente di Bioetica all’Università di Salerno. Fu studiosa di Michel Foucault e di Simone Weil (Simone Weil. Un'intima estraneità Città Aperta, 2006; Simone Weil e la passione di Dio. Il ritmo divino nell’uomo, Dehoniane 1997).
Intenso il suo lavoro di filosofa femminista (Amiche mie isteriche, Cronopio 1998) e il suo impegno nella politica delle donne: dai seminari al Centro Culturale Virginia Woolf di Roma e a Terradilei in Umbria, alla redazione di DWF.