29 Maggio 2022

Astratte. Donne e astrazione in Italia 1930-2000 (fino al 29 maggio 2022)


Como, Villa Olmo, Via Simone Cantoni, 1. Dal martedì alla domenica ore 10-18, ASTRATTE. Donne e astrazione in Italia 1930-2000: la mostra organizzata dal Comune di Como e curata da Elena Di Raddo racconta alcune protagoniste dell’arte astratta italiana che, grazie all’attività critica svolta in particolare negli ultimi vent’anni, stanno tornando al centro dell’attenzione. La storia dell’arte astratta infatti, in Italia come nel resto d’Europa, è sostanzialmente al maschile, scardinata per la prima volta nel 1980 dall’importante mostra L’altra metà dell’avanguardia, a cura di Lea Vergine. Il percorso espositivo – scandito da aree tematiche che evidenziano le diverse declinazioni, modalità e linee di ricerca in cui l’arte aniconica si esprime – parte dalle Pioniere: Carla Badiali, Cordelia Cattaneo, Giannina Censi, Bice Lazzari, Regina e Carla Prina, molte delle quali ebbero un legame stretto con la città di Como, luogo unico in Italia per l’arte astratta grazie al dialogo della pittura con l’architettura razionalista, ma anche alla presenza dell’istituto di Setificio. Nella sezione Segno/Scrittura le opere dei primi anni Cinquanta di Carla Accardi, Irma Blank e Betty Danon definiscono una via nuova all’astrazione, incentrata sul libero fluire delle forme nello spazio mentale dell’artista. Geometrie comprende opere di Nathalie du Pasquier, Chung Eun-Mo, Fernanda Fedi, Tilde Poli, Carol Rama e Fausta Squatriti, che rinnovano la ricerca costruendo mondi basati su leggi matematiche. Materia è dedicata all’esplorazione dei materiali: le opere di Luisa Albertini, Marion Baruch, Renata Boero, Gabriella Benedini, e Mirella Saluzzo raccontano ricerche sui pigmenti, sui materiali della scultura tradizionale e su quelli più moderni come l’acciao e i materiali naturali. In Meditazione/Concetto le opere di Mirella Bentivoglio, Alessandra Bonelli, Franca Ghitti, Maria Lai, Lucia Pescador e Claudia Peill manifestano come alla fine degli anni Settanta si avverta la necessità di riflettere sull’eredità dell’avanguardia e sulle sue conseguenze sul linguaggio moderno. Nella sezione Corpo/Azione/Re-Azione le opere di Carmengloria Morales e Maria Morganti ci raccontano come, in seguito all’affermazione dell’idea di opera aperta alla fine degli anni Sessanta, per alcune artiste si crea un legame tra l’atto fisico del dipingere e il proprio corpo. L’ultima parte, Spazio/Luce, è dedicata a opere di Alice Cattaneo, Sonia Costantini, Dadamaino, Paola Di Bello, Elisabetta Di Maggio, Lia Drei, Nataly Maier, Eva Sørensen, Grazia Varisco e Nanda Vigo, che si distinguono per l’uso di materiali nuovi, come vetro o neon, e, anche nella pittura, per l’indagine della dimensione percettiva e partecipativa dell’arte. L’esposizione è accompagnata da un catalogo bilingue edito da Antiga Edizioni, a cura di Elena Di Raddo.

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