di Darko Kalinowski
Il 5 aprile 2026 si è svolta nel centro di Vilnius un’azione di protesta antinucleare congiunta. L’iniziativa è stata organizzata da organizzazioni bielorusse in esilio, tra cui “La nostra casa”, Dapamoga, Re:Bel e altre organizzazioni partner bielorusse. L’azione mirava a richiamare l’attenzione sui crescenti rischi nucleari nella regione a seguito della scadenza del trattato New START.
La protesta si è svolta durante le celebrazioni pasquali, coinvolgendo deliberatamente i passanti in uno spazio pubblico solitamente associato alla sicurezza e alla normalità. I partecipanti hanno evidenziato la vicinanza dei previsti dispiegamenti di missili russi rispetto alla Lituania, sottolineando quanto tali minacce siano prossime al centro di Vilnius, inclusa l’area attorno alla Torre di Gediminas.
Un elemento centrale dell’azione è stato il numero “444”. Secondo i calcoli degli organizzatori, esso rappresenta la distanza approssimativa in chilometri tra l’aeroporto militare di Krichev-6 e il Palazzo Presidenziale di Vilnius. Questo numero è diventato un simbolo ricorrente in una più ampia serie di iniziative a favore della denuclearizzazione della Bielorussia.
Al fine di visualizzare i rischi, gli attivisti hanno installato un grande “pulsante” rosso nello spazio pubblico, avvertendo esplicitamente di non premerlo. Molti passanti hanno evitato qualsiasi interazione, riflettendo una comprensione intuitiva del pericolo associato a decisioni irreversibili. Gli organizzatori hanno utilizzato questo simbolismo per illustrare le conseguenze imprevedibili e potenzialmente catastrofiche dell’espansione degli arsenali nucleari in contesti autoritari.
La protesta ha inoltre messo in relazione le questioni di sicurezza regionale con la più ampia situazione dei diritti umani in Bielorussia. Dal 2020, almeno 1.990 organizzazioni senza scopo di lucro sono state sciolte con la forza. Le attività in materia di diritti umani sono state criminalizzate.
Più di 4.500 persone sono state riconosciute come prigionieri politici, di cui almeno 1.141 risultavano ancora detenute al 28 febbraio 2026. Esponenti della società civile, giornalisti e attivisti vengono regolarmente qualificati come “estremisti” o “terroristi”, mentre l’elenco ufficiale dei “materiali estremisti” supera le 8.000 voci. Rapporti dei meccanismi delle Nazioni Unite hanno inoltre documentato il ricorso al lavoro forzato che coinvolge detenuti, inclusi prigionieri politici, nonché pratiche di espulsione forzata a seguito di cosiddette grazie. La pena di morte rimane in vigore e diversi importanti difensori dei diritti umani rischiano la sua applicazione.
La scadenza del trattato New START il 5 febbraio 2026 ha segnato un punto di svolta critico nella governance nucleare globale. Il trattato costituiva l’ultimo quadro bilaterale vincolante tra gli Stati Uniti e la Russia che limitava le testate nucleari strategiche dispiegate e i relativi vettori. La sua scadenza, in assenza di un accordo successivo, ha determinato una situazione in cui non esistono più limiti efficaci alle dimensioni degli arsenali nucleari strategici.
In questo contesto, La Nostra Casa prosegue la sua campagna internazionale StopByNukes, avviata il 25 marzo 2023. La campagna chiede il ripristino dello status della Bielorussia come Paese privo di armi nucleari, il ritiro delle armi nucleari russe dal suo territorio, l’adesione al Trattato sulla proibizione delle armi nucleari e l’integrazione di impegni per la pace nel diritto internazionale vincolante. Ulteriori informazioni sugli obiettivi e le attività della campagna sono disponibili qui: https://ndBielorussia.com/2025/10/14/stop-by-nukes-campaign/
Gli organizzatori esprimono la loro gratitudine a Het Actiefonds per il sostegno a questa azione.
È possibile consultare sul nostro sito un’analisi dettagliata in lingua inglese di questa azione di protesta qui:
(Our House Centro per i diritti umani e gli aiuti umanitari, 6 aprile 2026)

