di tante donne
Luisa Muraro 13 giugno. Mi capitava spesso di sentirmi spostata dal luminoso e generoso pensiero di Luisa. Io ero qua ed era come se lei mi trasportasse fisicamente là, un po’ più in là, un po’ più in alto, “oltre”. Luisa nemica di ogni approssimazione, debolezza, banalità. In questi casi il suo dissenso era inesorabile. Luisa non ha voluto compiere gli anni domenica 14 giugno. Mi piace ricordarla con le sue parole forti in un incontro tra amiche, “se Dio c’è si presenti”. Chissà che non sia così. Perché non posso pensare a una morte nel caso di Luisa, ma un andare “oltre”. Dove non so. Ma qui sulla terra nostra, penso e spero che la Libreria mandi avanti con tenacia e come può il suo ineguagliabile lavoro. Sapendo come diceva Luisa che talvolta nella relazione si può non essere d’accordo. Stefania Giannotti
Un’altra donna che ha cambiato la mia vita lascia questa terra. Una vera maestra del pensiero e dell’anima. Colei che, tra migliaia di idee, colpi di genialità, svolte epocali, rimproveri epici, ironia pungente, pensieri illuminati, ci ha regalato e mi ha regalato il Dio delle donne, quel dio che a volte capita quando trova il pertugio nel cuore delle anime semplici, quelle che ascoltano e parlano in lingua materna. La Tua lingua carissima Luisa, la lingua della libertà femminile che hai vissuto, proclamato e onorato fino all’ultimo respiro. Grazie, a te devo la felicità di essere una donna… e una donna femminista! Grazia Villa
Indimenticabile. Luisa Muraro vive. Da questo fondo occorre, presto, risalire. Onorandola. Redenta di Mirano
Con Luisa ho avuto e ho una relazione molto profonda. Abbiamo anche tanto litigato. Ci siamo portate dentro fino a toccarci l’anima e l’interiorità. Abbiamo comunicato e vissuto momenti di “sempre eterno”. Lei, nella storia della nostra amicizia, con il suo Continuum Materno mi ha restituito, di mia madre Emilia, la PAROLA VERA e mi ha confermata per mettermi al mondo quella e come desideravo e desidero esserci davvero. Saremo sempre insieme con tutte-i Quelle-i che ci hanno voluto e ci vogliono bene e credono nella libertà e nell’amore. Adriana Sbrogiò
A tutte voi, con dolore che condivido profondamente, vorrei inviare le mie più sentite condoglianze per la morte di Luisa Muraro. Questa perdita è incalcolabile e ci lascia tutte di nuovo senza parole, dopo quella così recente e dolorosa di Lia Cigarini. Ascoltai per la prima volta Luisa Muraro a Modena quarant’anni fa e il suo pensiero ha acceso una luce che non si spegnerà mai. Vi sono vicina in spirito e vi abbraccio, unendo alle vostre anche le mie lacrime. Patrizia Baroni
Non sono su facebook e non posso lasciare un commento lì. Ma condivido il vostro dolore; Luisa è stata una maestra e le volevo molto bene. Ci resta il suo pensiero, e non è poco. Paola Bono
Os saludo con mucho afecto y me uno a vosotras en el sentimiento de pérdida y al tiempo de privilegio por haber leído, escuchado y aprendido tantísimo de la maravillosa Luisa Muraro. Gloria Isabel Serrato Azat
Come posso trovare le parole per un evento che mi sconvolge così profondamente? Luisa Muraro, nostra autrice, il cui pensiero è stato l’impulso all’origine dell’esistenza stessa della Casa Editrice Christel Göttert, è morta. Da importante filosofa qual era, negli ultimi cinquant’anni ha fatto sgorgare una fonte a cui il pensiero delle donne si è abbeverato in modo determinante e le cui acque continueranno a fluire abbondantemente in futuro. Con l’elaborazione dell’ordine simbolico della madre, ha spalancato porte a un pensiero di straordinaria portata. Le vie della libertà femminile hanno ampliato il loro orizzonte rimuovendo gli ostacoli derivanti dall’adattamento alla visione maschile del mondo. Ciò rende possibile, per noi e per le future generazioni di donne e uomini, superare il dominio del patriarcato. Con profonda gratitudine per aver potuto contribuire alla diffusione degli insegnamenti di Luisa Muraro in Germania, diamo l’addio a una grande pensatrice, a una donna unica, sulle cui tracce desideriamo continuare a camminare con grande rispetto per l’opera della sua vita, anche attraverso la traduzione di un altro suo lavoro. Le intuizioni filosofiche che ci ha lasciato, caratterizzate da una grande lungimiranza, dovranno ancora essere esplorate in tutta la loro ampiezza. Appartengono al patrimonio della teoria e della pratica filosofica orientata ai valori come fondamento dell’agire umano. Christel Göttert
(Ndr: La casa editrice Christel Göttert Verlag di Rüsselsheim ha pubblicato le traduzioni tedesche di: L’ordine simbolico della madre, La folla nel cuore, Dio è violent, Non si può insegnare tutto. La pubblicazione di Esserci davvero è prevista entro breve.)
Esserci davvero a cura di Clara Jourdan per “I quaderni di via Dogana” è una delle intervisterilasciate da Luisa Muraro. Oggi sembra che non sia vero perché Luisa non c’è più, ma non bisogna crederci. Lei c’è e ci sarà sempre e davvero per me e per tutte coloro che si sono nutrite dei suoi insegnamenti, ciao Luisa. Ombretta De Biase
Luisa Muraro era per me una garanzia d’essere nel giusto. Se apprezzava quanto dicevo ero sicura, se obiettava immediatamente: con due parole chiarissime, ci ripensavo. Ricordo rispetto al fare gravidanze per altri, disse: “Non ci hai pensato”, e cambiò argomento. Invece “io sono io”, per me continua ad essere un sentimento che precede l’essere donna. Quel suo privilegiare: “io sono una donna” mi sembrava una scelta spietata, di combattimento. Ma forse lo era per generosità, perché era una persona molto generosa. Credo di doverle il posto nel concorso per ricercatrice a Milano quando deviò repentinamente per concorrere a Verona. La conobbi un fine estate a Milazzo, nel Settanta, eravamo ospiti di Lia Cigarini e dormivo in stanza con lei. Non mi svegliava con intenzione ma alle sette e mezza si alzava, apriva la finestra, rifaceva il letto e puliva la stanza. Non poteva tergiversare. È stata sempre molto amichevole, con Lia abbiamo fatto tante vacanze, frequentava con interesse anche il mio compagno, sono stata molto fortunata. Era una ragazza estremamente carina, a Carloforte passeggiava con l’ombrellino per ripararsi dal sole con quella pelle chiara e i colori tenui del suo viso, una freschezza dello sguardo, una estrema sincerità. Antonella Nappi
Luisa Muraro mi insegna che la politica è un lavoro di condivisione di tutta la libertà che è possibile oggi qui ora. Per me questa libertà è stata vivere Gesù nelle libertà possibili nelle nostre vite di carne e sangue in cerca, ogni giorno, di quell’amore di cui siamo affamati e assetati. E così togliendo da noi e dal mondo l’odio crudele che invade e rende morte le vite di tanti uomini crudeli nei loro odi. Luisa Muraro è una filosofa della libertà di amare. Raffaele Ibba
Care amiche, troppo presto devo esprimervi il mio cordoglio per la morte di Luisa, dopo quella di Lia. Il suo magistero vivrà in noi. Un abbraccio affettuoso e caloroso, Laura Mercader
Prima Lia e adesso Luisa… che dolore non poterle più incontrare, almeno in libreria, diventate più anziane ma sempre presenti. Sono cresciuta con i loro scritti, condivisi con tante altre donne. Ho seguito Luisa ogni volta che ho potuto nel suo viaggiare per l’Italia, ovunque la chiamassero – e l’abbiamo voluta più volte anche nella nostra piccola città Pinerolo – e in quelle che lei chiamava le cucine abituali del suo pensiero: la Libreria delle donne, i seminari di Diotima, gli incontri di Asolo e Torreglia di Identità e Differenza. Era una maestra severa, sì, ma io nei suoi occhi ho sempre visto una dolcezza sconfinata, il segno di chi sta con Amore nel mondo. Resta la ricchezza della sua grande, generosa eredità. Grazie, Luisa. Doranna Lupi
Perdere Luisa prima ancora di aver fatto luce sulla sua dimensione mistica è un vuoto incolmabile. Fin dai tempi di Guglielma e Maifreda, Luisa Muraro ha rivolto il suo pensiero all’esperienza mistica, scrivendo libri come Il Dio delle donne e Le amiche di Dio, ma facendo anche pratica di ricerca simbolica sia a Orvieto, nei Seminari di mistica e politica organizzati da Laura Guadagnin, che a Foggia, nei convegni di Studi Crostarosiani promossi dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose in collaborazione con il Centro Ricerca Donna di Foggia. È stata Luisa Muraro a dare inizio alla ricerca di senso che chiedeva l’Opera di una madre fondatrice. Era l’inizio degli anni ’90 e la questione che interrogava i Padri Redentoristi aveva a che fare con il simbolico della madre, un ordine di senso che mancava ai loro studi e impediva loro di scoprire l’origine materna dell’Ordine Redentorista. Dagli inizi del novecento alcuni Padri Redentoristi avevano scoperto di essere Figli di una Madre e avevano cominciato a interrogarsi sull’origine paterna dell’ordine Redentorista attribuita universalmente a Sant’Alfonso. Da tempo quindi era allo studio l’Opera della Madre fondatrice senza il conforto del simbolico della madre che proprio Luisa Muraro aveva generato. Quando Luisa accettò di entrare a far parte degli Studi crostarosiani, Celeste Crostarosa prese posto nella pratica di ricerca simbolica delle donne. Anche le Figlie di Madre Celeste, le Monache Redentoriste, si aprirono al simbolico della Madre e Luisa Muraro divenne una loro assidua sostenitrice. Diventammo così Le Amiche di Celeste e ricevemmo l’onore di accedere all’Archivio che custodisce nel Monastero di Foggia l’opera omnia della Madre. La ricerca su Madre Celeste ha visto all’opera Luisa Muraro prima con le Amiche di Celeste e poi con l’intera Comunità di Mistica e Politica che ha concluso i suoi lavori con un Seminario organizzato nel 2016 con il Dipartimento di Magistero dell’Università di Foggia. Gli atti sono stati pubblicati nel libro Maria Celeste Crostarosa: Il Magistero divino della Madre. Mariagrazia Napolitano
Queridas Amigas: Os mando otro abrazo enorme y me queda el consuelo de que nuestras Maestras ya andan juntas allá donde estén. Y el agradecimiento profundo por todo lo aprendido y compartido. Un abrazo cálido, Laura Mora Cabello de Alba
È stata la mia prima maestra di Femminismo… Leggere “L’ordine simbolico della madre” mi ha permesso di riconciliarmi con il mio essere nata femmina, oltre che con una madre impossibile… Sentirla parlare era spesso come vedere una luce in fondo a un tunnel… era tosta, anzi dura, a volte molto dura… ma ora sto piangendo. Che la terra le sia lieve. Alda
Per la seconda volta in pochi mesi esprimo a tutte le amiche della Libreria il mio dolore e rimpianto per la scomparsa di figure essenziali per la cultura e la politica delle donne e quindi dell’Italia: la prima è stata per Lia e questa volta per Luisa. Non posso essere con voi a salutarla e mi dispiace tanto, ma mi consola ricordare che sono riuscita a darle un saluto affettuoso nel corso del bel convegno alla Cattolica. Riaffiorano alla memoria gli incontri, non frequenti, con lei. Da un lontano seminario in un convento sulle colline venete con la comunità di Diotima, le cui tensioni emotive e di pensiero erano addolcite da numerose “ombre” ai più recenti incontri e scambi a proposito della maternità surrogata. Senza il suo pungolo amorosamente severo a non cedere agli inganni, soprattutto agli autoinganni che echeggiava in ogni sua pagina, in ogni sua parola non avremmo, in tante, intravisto né il cammino né la meta. Percorrerlo senza sperdersi è tutt’altra faccenda e riguarda ognuna di noi. Ci sarà tempo per misurare appieno il suo valore di grande intellettuale fedele al suo sesso. Valga ora ad accompagnarla un pensiero colmo di gratitudine. Addio Luisa. Francesca Izzo
C’è un pensiero che mi ritorna in questi momenti difficili: non sentiamoci orfane, ma eredi. Il ricordo e la voce di Luisa sono ormai impressi nelle nostre vite e nelle nostre opere. Le porteremo insieme. Silvana Panciera
La Casa delle Donne di Milano si unisce al vostro dolore per la perdita di Luisa Muraro, così vicina anche alla perdita di Lia. Ci lascia un’eredità preziosa fatta di autonomia, desiderio e pratica politica e relazionale. Vi abbracciamo con solidarietà e affetto. Antonella Eberlin
Oggi salutiamo Luisa Muraro, una delle voci più importanti del pensiero femminista italiano. Il suo lavoro ha contribuito a dare parole e forma politica alla libertà femminile come pratica viva, costruita nelle relazioni tra donne, nella presa di parola, nella capacità di nominare il mondo a partire da sé. Muraro ci ha ricordato che il femminismo non è solo rivendicazione di diritti, ma trasformazione del simbolico, del linguaggio, dei luoghi in cui si produce sapere, autorità, politica. La sua riflessione e la sua pratica restano un riferimento prezioso per chi continua a lavorare perché la libertà delle donne non sia un principio astratto, ma una possibilità concreta nelle vite, nei corpi, nelle relazioni. Oggi la salutiamo con gratitudine, consapevoli che il pensiero femminista vive quando continua a generare parole, confronto, legami e cambiamento. D.i.Re Donne in Rete contro la violenza
Abbiamo letto insieme alcuni anni fa e discusso Il Dio delle donne con molto interesse e piacere e, grazie a questo prezioso testo, siamo entrate in una visione del divino libero dagli schemi patriarcali e (ri)scoperto ed esplorato il pensiero libero delle beghine, in particolare lo Specchio delle anime semplici di Margherita Porete. Poi alcune di noi hanno partecipato, all’Università cattolica di Milano, all’incontro a lei dedicato, e conosciuto più a fondo, leggendo la bella intervista di “Esserci davvero”, le tappe della sua vita così intensa, dedicata in pieno all’affermazione della libertà femminile. In passato avevamo incontrato Luisa a Ravenna e ai Grandi seminari di Diotima e ammirato la lucidità del suo pensiero, la sua capacità di interagire con folle di persone di ogni età, molte/i le e i giovani, venute da ogni parte ad ascoltarla. È stata per noi un punto di riferimento molto importante e ci mancheranno la sua sagacia, la sua vasta cultura, la sua spiritualità, il suo invito a guardarsi dentro e a prenderci la responsabilità del nostro agire di donne. Ma i suoi libri, le sue idee così acute e profonde e la coerenza delle sue scelte, restano un grande regalo per tutte noi, per il movimento femminista e per il vivere politico e sociale. Siamo con voi col pensiero e col cuore e vi abbracciamo con tanto affetto e riconoscenza… Luisa Randi per il gruppo Misticopolitica della Casa delle donne di Ravenna
Che forza e che lucidità straordinarie ci ha donato! A tutte le donne della Libreria auguro il coraggio e l’ispirazione per proseguire insieme il cammino, nella lucidità e nella forza. Con affetto e vicinanza, Anna Leiser, Labyrinthplatz Zürich
Ieri, con moltissime altre e pochi altri, sono stata alla Libreria delle donne di Milano per salutare Luisa Muraro. Due cose mi hanno colpita: la prima è il forte sentimento di riconoscenza e gratitudine che tutte le intervenute (e suo nipote) hanno espresso. Bello, importante al di là di ogni discussione di merito sui femminismi soprattutto in tempi orizzontali in cui tutto vale tutto e tutti valgono tutti: non è così e beati quelli che incontrano e sanno riconoscere i maestri e, soprattutto, le maestre. Con cui dialogare, semmai esercitare il conflitto ma nel reciproco riconoscersi. La seconda cosa l’ha detta, con grande semplicità, Chiara Zamboni. Ha raccontato che quando Muraro arrivava in facoltà all’università a Verona, gli uomini, i colleghi si irritavano. Lei non faceva niente, loro si irritavano. La scrivo qui questa cosa perché mi sembra assolutamente eloquente e molte donne sanno di cosa si tratta. Assunta Sarlo
Ancora un pensiero per lei, Luisa Muraro. Vogliamo immaginarla così, sorridente e commossa di potere incontrare finalmente Margherita Porete, Guglielma e Maifreda; intrattenersi con loro nella lingua materna scienza divina dell’ordine simbolico della madre, del Dio delle donne, di quanto Dio è violent, perché… non è da tutti, l’indicibile fortuna di nascere donna e… l’importante è Esserci davvero. E Luisa Muraro continua ad esserci anche qui tra noi. Liside
(www.libreriadelledonne.it, 19 giugno 2026)

