Roma, MACRO, Via Nizza 138. Grande retrospettiva a cura di Cristiana Perrella dedicata a Miriam Cahn (Basilea 1949). Fin dagli esordi, la sua pratica nasce dall’intreccio tra esperienza femminista, rifiuto delle convenzioni artistiche dominanti e necessità di affidare al corpo stesso il gesto creativo. La mostra costruisce un itinerario in cui catastrofi nucleari e distruzione ambientale, violenza sulle donne, guerre, migrazioni e razzismo non compaiono come eventi separati, ma come manifestazioni di un’unica logica di dominio. Un punto di contatto con la retrospettiva c’è nella vicina videoinstallazione Mechanical Kurds di Hito Steyerl, a cura di Alice Labor (fino al 30 agosto 2026). Se Cahn mostra ciò che la guerra produce sui corpi, Hito Steyerl rivolge lo sguardo verso le infrastrutture invisibili come l’intelligenza artificiale attraverso cui la guerra contemporanea si organizza.
9 Luglio 2026

