di Diotima
Inizia il seminario annuale di Diotima a partire da venerdì 2 ottobre 2026, dalle 17,20 alle 19, in aula Menegazzi, per poi continuare con il seguente calendario fino a venerdì 6 novembre.
Venerdì 2 ottobre 2026, ore 17,20-19. Chiara Zamboni – Esperienza tra sentire, desiderio, enigma.
Venerdì 9 ottobre 2026, ore 17,20-19. Ida Dominijanni – Derealizzare la guerra, ovvero: l’anestesia dell’esperienza.
Venerdì 16 ottobre 2026, ore 17,20-19. Maia Cornacchia e alcune donne di Casa di Ramia – Percezione, presenza, rito.
Venerdì 23 ottobre 2026, ore 17,20-19. Cristina Faccincani – Il tempo dell’esperienza.
Venerdì 30 ottobre 2026, ore 17,20-19. Maddalena Spagnolli – Hannah Arendt: esercizi di immaginazione per dare senso alla contingenza dei fatti.
Venerdì 6 novembre 2026, ore 17,20-19. Sara Bigardi e Laura Colombo – Domande a quali risposte? Intelligenza artificiale e reti relazionali a confronto.
Gli incontri si terranno in aula Menegazzi, ex palazzo di Economia, Università di Verona, via dell’Artigliere 19, angolo via San Francesco. Per le studentesse e gli studenti: a chi frequenta almeno 4 seminari ed è iscritta/o alla laurea triennale e magistrale di Filosofia, alla laurea triennale e magistrale di Scienze dell’educazione, al corso di laurea di Servizio sociale e a quello di Studi strategici verrà inserito nel piano di studi 1 Cfu a partire da un breve elaborato.
Riattivare l’esperienza: una questione politica
Nella politica delle donne è fondamentale fare riferimento all’esperienza come leva per aprire una contraddizione fertile nel mondo già interpretato dai codici dominanti – in particolare nei contesti dove agiamo –, combattendo così per un significato della realtà che tenga conto della verità soggettiva e dello slancio del reale a cui partecipiamo.
Sappiamo che il riferimento alla verità d’esperienza è andato sempre di pari passo con la decostruzione critica delle tante interpretazioni che circolano della realtà. Una cosa non può andare senza l’altra. Tuttavia in questo momento storico molte segnalano la difficoltà nel mettere in parola quell’esperienza viva che può dare uno sguardo diverso e indicare una strada nel presente. Dare un taglio simbolico. La lettura della realtà, che è una delle nostre pratiche più importanti, a volte diventa pura critica al presente, perdendo di vista la scommessa politica che ci guida.
Per questo stiamo mettendo nuovamente a tema il ragionare su quel tessuto vivo, ricco di passioni, contraddizioni, desideri, lutti, scoperte che è la nostra esperienza. Non è un tema nuovo per il femminismo, ma nuovo è il contesto in cui si inserisce oggi tale questione.
Luisa Muraro in un testo di pochi anni fa segnalava quanto il capitalismo contemporaneo tragga profitto dall’appropriazione della nostra esperienza: “esproprio reso possibile dai progressi dell’informatica”, che così desertifica la vitalità dei vissuti. Invitava a stare in questo conflitto, combattendo con le uniche armi a disposizione: “con l’autenticità della presa di coscienza, con la ricerca della verità soggettiva, con la pratica delle relazioni, con la fiducia nelle altre donne”.
La difficoltà che stiamo vivendo nasce dal fatto che il tessuto simbolico delle mediazioni dominanti che ha retto il Novecento e forse anche gli inizi di questo secolo – almeno in Occidente – è completamente saltato. Di fatto il crollo del nucleo portante della civiltà maschile ci ha coinvolto forse più di quello che ci aspettavamo. Per muoverci sensatamente è come se dovessimo ricominciare dagli inizi: dall’esperienza vissuta soggettivamente e spartita con altre e altri. Mettendo in gioco tutto quello che abbiamo e facendolo circolare: il sentire del corpo con il suo lato inconscio, l’immaginazione attiva che ci pone creativamente in relazione all’altro, l’attenzione all’enigma che si svela e si vela nell’esperienza. E questo attingendo al dono prezioso di pensare con le altre e con loro dare parola a quel che viviamo.
Vitali dunque le domande: cosa significa oggi esperienza? Quale la sua forza politica? Che rapporto con il contesto contemporaneo? Come la verità soggettiva diviene parola condivisa?
Bibliografia:
Annarosa Buttarelli, Federica Giardini (a cura di), Il pensiero dell’esperienza, Milano 2008.
Luisa Muraro, Al mercato della felicità, Napoli 2016.
Alenka Zupančič, Disconoscimento, Milano 2024.
(https://diotimafilosofe.it/diotima/grande-seminario/riattivare-lesperienza-una-questione-politica/)

