10 Ottobre 2014
La Nuova Venezia

Ripartire dalla ferita del Mose

di Tiziana Plebani

 

L’esperienza quotidiana e l’arte del vivere ci insegnano che non si superano un dolore, una ferita, un trauma se non attraverso un processo di rielaborazione e consapevolezza che, se affrontato pienamente, conduce a un di più: di sapere, di attenzione, di energia. Ripartire dalla ferita del Mose inflitta alla città, alla laguna e ai suoi abitanti significa dunque non limitarsi a indagare i fenomeni della corruzione e il pericoloso intreccio di politica e malaffare, denunciando i colpevoli: bisogna far sì che la città tutta e i suoi cittadini conoscano ampiamente le caratteristiche del progetto di difesa di Venezia e della laguna dalle acque alte costituito da schiere di paratoie mobili a scomparsa poste alle bocche di porto (MOSE), ciò che ha comportato nella modifica dell’ambiente lagunare, i suoi punti di forza, le ragioni dei suoi sostenitori, le sue debolezze e i rischi. È indispensabile che si conoscano i progetti alternativi, che vennero scartati al tempo, lo studio della società francese Principia, commissionato dal Comune di Venezia e che al tempo stesso esperti, non coinvolti nell’ampio cono grigio di omertà e cooptazione, rendano conto dell’attuale andamento delle maree, delle acque alte e dello stato della laguna. E che soprattutto si spieghi a tutta cittadinanza, anche a quella priva di competenze specifiche com’è la maggioranza, quali sono ora le possibili strade da imboccare: se è indispensabile oramai realizzare il completamento del progetto Mose oppure vi sono reali strategie alternative e compensative. Questo dibattito, non rinviabile e urgente data la situazione di rischio a cui è esposta la città dopo gli scavi alle bocche di porto, dovrebbe essere ampio e coinvolgente tutta la città con assemblee nei sestieri e anche a Mestre.

Ciò che nel passato non è stato fatto – sensibilizzare e coinvolgere i cittadini nella scelta di un progetto di difesa cruciale per la vita della città – va fatto ora, senza perdite di tempo, creando partecipazione reale, circolazione di saperi vitali per la vita di questa città e della sua laguna, facendo rinascere così il senso e il desiderio di una comunità che sa rigenerarsi, autogovernarsi e scegliere il meglio.

26 Giugno 2014

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