14 Giugno 2006

Donne d’Africa, un nuovo inizio

Triennale di Milano, Salone d’onore, Viale Alemagna 6
Mercoledì 14 giugno 2006, dalle 9.30 alle 13.00 – dalle 14.30 alle 17.00
Ingresso libero

 

L’Africa in soccorso dell’occidente? Se è così, occorre che essa prenda il fiato, si attrezzi di tutto punto, perché altrimenti rischia di soffocare, se non addirittura di annegare, in questo salvataggio. Infatti, bisognerebbe giungere a un’autentica presa di coscienza dell’Africa, per se stessa. Un’autonomia di pensiero è necessaria per un rifiorire della dignità… la costruzione di un pensiero proprio in rapporto con le realtà sociali, politiche e storiche. Questa presa di coscienza è presente nella nuova generazione di intellettuali che sviluppa una riflessione per una nuova Africa. È presente nel dinamismo delle donne e degli artisti“.
Dalla prefazione a un libro appena uscito (L’Africa in soccorso dell’Occidente, Ed. Emi, Bologna) di Odile Sankarà, artista di teatro e di cinema, sorella del presidente Thomas Sankara, ucciso in Burkina Faso nel 1987. Un buon punto di partenza per un convegno che “buchi” l’informazione stereotipata sull’Africa.

Mercoledì 14 giugno, nel Salone d’onore della Triennale di Milano, protagoniste del convegno saranno due donne africane di fama internazionale, che lavorano in ambiti diversi per lo sviluppo dei propri Paesi e che avvieranno i lavori dell’intera giornata: Odile Sankarà, appunto, ed Elizabeth Tarira (primario dell’ospedale Saint Albert nella savana dello Zimbabwe, dove il Cesvi ha avviato il progetto anti-AIDS nel marzo 2001). Interventi diversi sull’arte, la cultura, l’ambiente, la salute, la lotta alla povertà nel continente nero.

Intorno a loro molte altre esponenti africane e italiane, protagoniste di progetti di cooperazione e di sviluppo tra l’Italia e l’Africa: Yvonne Barthies, sudafricana, che si batte contro gli abusi a donne e minori; Vita Cosentino, della Libreria delle Donne di Milano; Maryan Mohamud Gacal consulente di Swea (Shabeli Women Entrepreneurs Association), confederazione di associazioni a cui aderiscono 3000 donne imprenditrici in Somalia; Marya Isamil, leader della comunità somala in Italia; e infine Margherite Lottin Welly, Presidente dell’associazione Interculturale Griot, camerunese, con una testimonianza sulle difficoltà che incontra come donna del continente nero in quello che oggi è la sua casa: l’Occidente.

Padre Giulio Albanese, Direttore Scientifico dei progetti Italia-Africa, chairman della giornata.