In più di cento piazze d’Italia >
Archivio dell'autore: Massimo Lizzi
Accardi, oroargento, opere 1964-1965 (fino al 28 marzo 2026)
Verona, Galleria dello Scudo >
Un No più grande degli schieramenti
di Laura Colombo
Che cos’è capitato il 22 e 23 marzo? Milioni di persone, molte delle quali giovani, sono andate alle urne e hanno detto “No” a una riforma della Giustizia che il governo presentava come necessaria. Il No ha vinto con quasi il 54%. L’affluenza è stata più alta di quanto si prevedesse. >
Guerra e servizi digitali: un’alleanza maschile pericolosa
di Umberto Varischio
Le conseguenze negative del ricorso massiccio a servizi digitali non sono solo le difficoltà, talvolta insormontabili per alcune categorie di persone, nell’utilizzo di questi servizi ma sono molto più profonde e pericolose. >
La madre dell’IA: “perché l’IA non deve sostituirci”
di Romina Marceca
La sua casa è una galleria di ricordi. Sui muri la rivoluzione fatta di calcoli e numeri è nelle lauree e nei riconoscimenti incorniciati, nelle foto con gli studenti e in quelle dei congressi in tutta Europa. >
Tessere la pace (e la politica)
di Alberto Leiss
Quanto avrà contato nel successo del No il rifiuto e la paura della guerra devastante scatenata da Trump e Netanyahu, tanto più essendo al governo una alleata del capo americano che ha molto esitato a prenderne le distanze? >
La camminata a piedi nudi di donne palestinesi e israeliane
di Franca Fortunato
Women of the Sun (le donne del sole) e Women Wage Peace (le donne portano la pace) sono due associazioni, l’una palestinese fondata a Gaza e in Cisgiordania nel 2021 da Reem Hajajreh, e l’altra israeliana, cofondata da Yael Admi, entrambe candidate al premio Nobel per la pace 2025. Da anni, prima del 7 ottobre, portavano avanti insieme iniziative di pace, dando l’esempio di una possibile convivenza tra due popoli su un’unica terra. >
La storia delle giovani giuriste contro la multinazionale del cemento
di Antonella Mariani
La vicenda-choc in Francia: un gruppo di attiviste ha portato in tribunale il colosso Lafarge con l’accusa di aver finanziato il Daesh in Siria tra il 2013 e il 2015 pur di tenere aperto l’impianto. Un libro racconta la storia >
