21 Febbraio 2025
Venerdì di Repubblica

La lingua madre come fabbrica della realtà

di Marino Niola
Se non sei padrone della tua lingua non sei in grado di imparare le altre. Lo diceva Cesare Segre, uno dei più grandi critici letterari e linguisti del Novecento, per intendere che la nostra lingua madre custodisce la nostra identità e visione del mondo. Insomma è la nostra prima patria. >

20 Febbraio 2025
Centro Riforma dello Stato

L’Europa disfatta

di Ida Dominijanni
Il nuovo asse Trump-Putin, l’umiliazione dell’Ucraina, la triplice sconfitta del fronte bellicista europeo. Terremotato il sistema di alleanze che ha sorretto l’Occidente nel secolo scorso e archiviata l’agenda neocon che ha orientato la politica estera statunitense in questo, il vecchio continente paga il prezzo economico, politico e geopolitico più salato, nella cecità inguaribile della sua classe dirigente. >

19 Febbraio 2025
Le parole e le cose

Intervista ad Adriana Cavarero

di Pasquale Albino e Gianni Gilsoni
Nei suoi primi lavori si è occupata di Platone e Locke e la sua formazione filosofica è passata per la partecipazione al gruppo di ricerca sui concetti politici fondato dal professor Giuseppe Duso presso l’Università di Padova. In seguito è stata fondatrice, assieme a Luisa Muraro, della comunità filosofica Diotima di Verona. Ricostruirebbe questo passaggio dall’inizio della sua formazione filosofica a Padova all’apertura dell’orizzonte della differenza sessuale a Verona? >

16 Febbraio 2025

Libertà di scelta e morte assistita

di Paola Mammani
Una donna australiana residente da anni in Italia interviene in una trasmissione radiofonica per raccontare che cosa avviene nel suo paese d’origine a proposito di quel che noi chiamiamo “suicidio assistito” e che le cronache recenti hanno riportato in prima pagina*. >

15 Febbraio 2025
il manifesto

Alla ricerca del perduto Oriente

di Roberta De Monticelli
C’è qualcosa di terribile nel silenzio con cui filosofi, giuristi, intellettuali specie accademici assistono oggi non solo alla violazione su larghissima scala, ma all’ostentato ripudio da parte di molti governi occidentali dei principi di civiltà enunciati nelle costituzioni rigide delle democrazie e nelle Carte del costituzionalismo globale che la seconda metà del Novecento ha prodotto. >