di Paolo Tamassia
La singolare concezione dell’attività letteraria di Annie Ernaux è esplicitata fin dal titolo del breve e intenso La scrittura come un coltello (L’orma, pp. 168, € 18,00) >
Archivio dell'autore: Massimo Lizzi
Disertare il patriarcato e le sue guerre
di Alberto Leiss
Anni fa – era il 2006 – con alcuni amici di «Maschile plurale», scrivemmo un testo che, in sintesi, affermava una cosa che dovrebbe essere evidente: la violenza maschile contro le donne la agiamo noi uomini. Tocca a noi farcene carico per estirparla. Scoprimmo che non eravamo i soli a pensarlo >
Le ragazze che fecero la rivoluzione
di Simonetta Fiori
Osservatele bene, queste donne. Sorridono quasi sempre, anche quando invocano la rabbia. >
Un vulcano di nome Matilde
di Nuccia Nunzella
«Donna Matilde ha il giornalismo nel sangue» scrive Anna Banti nella sua biografia. «Passa la Signora» bisbigliano i napoletani quando, nei pressi del Mattino, appare la sua carrozza trainata da un cavallo bianco. >
Violenza e soldi, non sempre il benessere salva. Labodif: «Il primo passo è chiedersi: cosa non voglio?»
di Valentina Santarpia
Quelle che vivono in una casa di 300 metri quadri ma non hanno nemmeno un piccolo spazio tutto per sé. Quelle che guadagnano di più e, per impedire che il marito si senta sminuito, versano l’intero stipendio sul suo conto. >
Prima del patriarcato
di Adriano Ercolani
Da studioso, non accademico, di simboli e archetipi, nei miei anni di ricerca mi sono obbligatoriamente imbattuto nella necessità di frequentare l’ambito archeologico. Non posso accampare competenze tecniche, mi limito a riportare, da appassionato, la testimonianza dell’influenza di determinate figure ed incontri sul percorso intellettuale del sottoscritto (e di molti altri). >
Donne risucchiate nel bagliore azzurro
di Claudia Bruno
Un percorso di letture e tre protagoniste nel cuore della Silicon Valley, a partire dall’ultimo libro di Sarah Rose Etter Qui non c’è niente per te, ricordi? (La Nuova Frontiera) >
Penna e pennello in felice simbiosi
di Gabriele Nicolò
Desta un brivido di inquietudine la lettera che Virginia Woolf scrive a Vanessa Bell nel marzo del 1941. «Ora sono certa — confessa — che sto nuovamente impazzendo. >
