di Alberto Leiss
Si dice che la storia sia “maestra di vita”, ma è lecito dubitarne: le cose più orrende, a partire dalla guerra, si ripetono suscitando passioni simili a quelle – nazionalismi, imperialismi, razzismi, sogni reazionari e virili – che hanno prodotto catastrofi non troppo distanti nel tempo. Sono ancora tra noi persone che le hanno vissute. >
Dalla stampa
La proposta di Franceschini: «Ai figli solo il cognome della madre: un risarcimento alle donne»
di Claudio Bozza
«Dare ai figli solo il cognome della madre». E poi: «È una cosa semplice ed anche un risarcimento per una ingiustizia secolare che ha avuto non solo un valore simbolico, ma è stata una delle fonti culturali e sociali delle disuguaglianze di genere» >
Andare via dal recinto patriarcale della guerra
di Franca Fortunato
In questi tre anni di guerra in Ucraina, più volte la paura di essere sull’orlo di una terza guerra mondiale atomica si è materializzata e adesso, che si apre qualche spiraglio per porne fine, quella paura riprende corpo di fronte a un’Europa che parla di riarmo e non di disarmo, di guerra e non di pace, di inimicizia e non di distensione >
Le radici patriarcali del riarmo
di Guido Viale
Ursula von der Leyen ritiene che l’unico modo di sventare la crisi esistenziale dell’Unione europea sia “riarmarsi”: ha già ventisette eserciti a disposizione, più quattro di complemento; spende in armi una volta e mezza più della Russia da cui si sente minacciata, ma ritiene che occorra spendere il doppio >
«Disforia di genere, la scelta rispettosa è quella esplorativa»
di Fulvia Signani
L’approccio prudente lascia da parte ormoni e bloccanti della pubertà che ormai tutti i Paesi occidentali stanno abbandonando, e indaga attentamente nel vissuto di ragazzi e famiglie >
Un impegno per le donne e per gli ultimi: una mostra a Milano celebra Anna Kuliscioff, la madre del socialismo italiano
di Silvia Morosi
La donna d’oggi non è più quell’essere impersonale, senza individualità e senza cultura, che una volta fu. >
“Non è poco!” Conversazione con Adriana Cavarero
di Mauro Bonazzi
“Differenza” è una parola decisiva, nel tuo vocabolario e non solo, se guardiamo al mondo della filosofia. Sono lontani i tempi della filosofia intesa come ricerca e analisi di concetti universali, validi per tutto e tutti, dovunque e comunque. Il Novecento, e anche il nostro secolo, sembra piuttosto il tempo della diversità, della molteplicità e della pluralità. >
Il lato oscuro di Anora e la falsa narrazione della libertà nel “sex work”
di Antonella Mariani
Il tentativo di normalizzare il “lavoro sessuale” cede di fronte alla realtà della prostituzione >
