di Mariangela Mianiti
Cinquantotto anni fa, all’inizio della guerra d’Algeria, di cui quest’anno si celebra l’indipendenza, Boris Vian scrisse, e musicò con Harold Berg, la canzone intitolata Le déserteur (il disertore). >
Punto di vista
I tasti di Zelensky e quelli di Draghi
di Ida Dominijanni
Molto più prudente di quanto si potesse immaginare, molto più tirato in volto di quanto si mostrasse all’inizio dell’invasione >
Noam Chomsky: Siamo a un punto di svolta nella storia della civiltà
di C.J. Polychroniou (Truthout.org)
Noam Chomsky ha più volte dichiarato che il compito degli intellettuali non è più quello di guidare le masse, ma di aiutare le persone a decifrare la propaganda della classe politica, a individuare le strutture di potere e di dare il maggiore contributo possibile ai movimenti popolari di cui si fa parte. Anche questa intervista (in origine rilasciata per il sito statunitense Truthout.org e tradotta in italiano dal sito svizzero naufraghi.ch) va pienamente in questa direzione e offre un contributo alla comprensione delle dinamiche che hanno portato alla guerra in Ucraina. >
Ucraina. Quei papà “disertori” costretti ad arruolarsi. “Non voglio uccidere”
di Nello Scavo
L’ultimo l’hanno acciuffato ieri. Con la moglie, il figlio neonato e la madre di lei hanno provato ad attraversare il confine. L’uomo, per sfuggire all’arruolamento forzato, aveva ricavato sul sedile posteriore un box tra i peluche e pannolini nel quale nascondersi all’interno. >
L’aggregazione con altri corpi. Perché la rete?
di Annie Marino
Ho prima atteso e dopo ascoltato con curiosità l’intervento de Le Compromesse. >
La ricerca antica di uno sguardo materno
di Maria Castiglioni
Il tema dell’esposizione del corpo femminile sui social è ora molto presente nella vita delle donne, soprattutto giovani (ma non solo), che scelgono di rappresentarsi anche in questa modalità virtuale. >
La storia
di Pat Carra >
Non lasciamo che si diffonda l’odio
di Daniele Archibugi
Una delle cose che sorprende dell’invasione dell’Ucraina è come le truppe di occupazione russe e i civili ucraini interagiscano tra loro. Non solo a colpi di fucile e di cannone, ma anche con le parole. >
