31 Gennaio 2014

C’è tutto un mondo intorno

 di Serena Fuart

 

Ho conosciuto la pratica della storia vivente grazie alla mia relazione con alcune donne della Comunità di storia vivente della Libreria delle donne di Milano.Ho letto il numero di DWF, curato dalla comunità stessa e dedicato a questa pratica e mi ha coinvolto tantissimo. Le donne che si raccontano, che si interrogano sui loro nodi, parlano anche di me, quello che dicono mi risuona dentro e mi spinge a pormi domande anche sui miei punti oscuri, oltre naturalmente a stimolare in me curiosità sui contesti storici in cui la loro esperienza si situa e si intreccia. Eppure ci sono delle obiezioni alle quali però rispondo: c’è tutto un mondo intorno.

Mi spiego meglio. Mi ha detto un’amica: «C’è un unico modo di fare storia e di conoscere gli avvenimenti: è la storia ufficiale, un sapere oggettivo».

No, le ho risposto, la storia ufficiale non è l’unico modo di fare storia e di conoscere gli avvenimenti.

Non seguo molto la politica istituzionale per varie ragioni, quindi non leggo le notizie che appaiono sulla stampa, che riguardano partiti, lotte di potere e scandali. Però sono sempre informata. Come faccio? In un modo diverso. Guardo gli show di Maurizio Crozza. Seguendo le sue trasmissione, le sue gag, le sue battute comiche che commentano, con una buona dose di critica, gli avvenimenti politici, mi tengo sempre aggiornata della situazione.

Non è un’analogia, la storia vivente non fa ridere però è un esempio che fa capire come vie diverse possono portare alla conoscenza del presente e del passato… Vie non ufficiali.

I nodi irrisolti della sua vita, da cui parte la narratrice-autrice della comunità, sono un modo diverso di entrare nella sua storia, inserita in un contesto storico preciso, che attraverso lei, il suo vissuto, il suo aver discusso i nodi con altre con cui è in relazione, vengo a conoscere o approfondire e che cambiano tutto il modo di leggere la Storia cosiddetta ufficiale. È una scrittura della storia che fa emergere ciò che è taciuto nella storia ufficiale.

La mia amica parla di storia ufficiale come un sapere oggettivo. Ma oggettivo rispetto a cosa? Forse non si rende conto che per oggettivo non si intende in questo caso qualcosa al di sopra delle parti ma un modo di fare che segue criteri maschili o peggio un falso neutro universale.

 

C’è tutto un mondo intorno… recitava una canzone dei Mattia Bazar, che portava lo stesso titolo, un incoraggiamento per chi rimane senza amore a guardarsi intorno, io dico che tutto un mondo intorno alla storia ufficiale, un mondo che può dare tantissimo, non fissiamoci sul metodo mainstream, c’è davvero un universo di altro.

 

(Revisione di Laura Minguzzi, Comunità di storia vivente.)