7 Luglio 2026
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Cara Luisa, ti salutiamo

di Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne


Luisa Muraro è morta a Milano il 13 giugno. Con lei viene meno una delle grandi pensatrici del Novecento e di questo inizio di secolo. Femminista, filosofa, scrittrice, docente, per tante di noi è anche stata una grande maestra, colei che ha messo al centro delle nostre vite il pensiero della differenza sessuale e con essa il partir da sé in relazione con altre donne, con la lingua materna e l’autorità femminile.

La scomparsa di Luisa Muraro è avvenuta a poche settimane da quella di Lia Cigarini, un’altra figura importante del femminismo italiano e sua compagna di vita e di pensiero. Insieme a lei Luisa Muraro è stata una delle protagoniste più lucide e coraggiose del femminismo italiano, un femminismo che rappresenta forse l’unica rivoluzione riuscita e pacifica del secolo scorso.

A lei dobbiamo in gran parte l’elaborazione del pensiero della differenza, un approccio che rifiuta l’idea di una parità basata sull’omologazione al modello maschile assumendo invece la differenza come punto di partenza politico e di pensiero.

Con Luisa Muraro perdiamo una donna speciale che non solo ha scritto cose importanti, ma ha anche sperimentato insieme ad altre donne forme nuove del vivere e del pensare, che non ha mai separato la teoria dall’azione, il pensiero dalla pratica e dalla politica, interrogando costantemente il linguaggio, il potere e lavorando incessantemente per far diventare le relazioni tra donne una pratica politica capace di modificare la realtà.

Per lei la filosofia è una riflessione che sorge dalla concretezza del vissuto, da relazioni e pratiche condivise a partire dal riconoscimento della madre come origine di ogni vita, da una genealogia di donne e da legami concreti. Questo significa radicare la riflessione nella propria esperienza, trovando parole fedeli a ciò che si vive “senza farsi trovare là dove il linguaggio dominante ci vorrebbe”. Insieme a Lia Cigarini ed altre è stata la fondatrice della libreria delle donne di Milano e della comunità filosofica femminile di Diotima, luoghi di vita in cui le donne hanno imparato a pensarsi fuori dai canoni che altri avevano costruito per loro.

Una vera maestra del pensiero e dell’anima. Colei che, tra migliaia di idee, colpi di genialità, svolte epocali, rimproveri epici, ironia pungente, pensieri illuminati, ci ha regalato il Dio delle donne, quel dio che a volte capita quando trova il pertugio nel cuore delle “anime semplici”, quelle che ascoltano e parlano in “lingua materna”, la lingua della libertà femminile che lei ha vissuto, proclamato e onorato fino all’ultimo respiro portando la felicità di essere donna… e una donna femminista!

La morte lascia sempre un sentimento di solitudine e smarrimento.

Luisa Muraro ha lasciato la scena della vita e della politica delle donne, uno spazio che ha abitato e trasformato radicalmente con l’acutezza del suo pensiero e la luce delle sue parole. Tuttavia, le maestre muoiono ma non ci abbandonano davvero: ci consegnano un testimone. La vera maestria, d’altronde, non sta nel possedere in esclusiva la Parola, ma nel farla sgorgare, suscitando nuovi pensieri e nuove menti pensanti.

Cara Luisa, ti salutiamo raccogliendo la tua eredità, pronte a continuare il nostro cammino come donne consapevoli del proprio corpo sessuato che prende parola nel mondo.


(Facebook Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne, 7 luglio 2026)

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