15 Maggio 2021
Corriere della sera

Fania Oz: Netanyahu ha coltivato l’odio. Donne arabe e israeliane si sono ritrovate insieme a distribuire fiori

di Zikhron Yaaqov


Il Wadi Kabara è adesso un torrente di foglie verdi, d’acqua si riempie solo con le tempeste invernali e scende verso il Mediterraneo nella piana dove i nonni di Fania sono arrivati alla fine del secolo scorso. La villetta sta su una delle colline che formano le pendici a sud del monte Carmelo, sull’altro versante i cubi bianchi delle case salgono fino a sostenere l’edificio più grande di tutti, una moschea dalla cupola verde.

Di qua Zikhron Yaaqov, di là Fureidis. In mezzo l’incrocio e i semafori dove la figlia di Amos Oz si è presentata giovedì pomeriggio con i vicini di casa per distribuire fiori e spighe di campo agli automobilisti, che da queste parti sono in gran parte arabi, rappresentano il 20% della popolazione israeliana e vivono soprattutto qui in Galilea. «Speravamo che gli abitanti del villaggio si unissero a noi. Allo stesso tempo non volevamo presentarci come i colonialisti bianchi e liberal che costringono gli altri a un abbraccio. Abbiamo aspettato: sono arrivate alcune mamme con i bambini, gli uomini poco dopo, alla fine si sono presentati anche i due sindaci. Mio figlio ha offerto un fiore all’autista arabo di un bus e lui è scoppiato a piangere».

Fania Oz-Salzberger insegna Storia all’università di Haifa, un’altra delle città dove la convivenza tra ebrei e arabi è più stretta, un’altra delle città dove in questi giorni quella convivenza si sta strappando lacerata dalla violenza. Con il padre, scomparso il 28 dicembre di tre anni fa, ha scritto un libro per spiegare il rapporto degli ebrei con le parole e da una parola comincia: «Sevev appare nell’Ecclesiaste per indicare che – come il Sole – tutto gira e ritorna allo stesso punto. È il termine che usano i generali per definire questi scontri con Hamas a Gaza: non una guerra, neppure un’operazione militare, un altro giro. Come se dovesse ripetersi per comando divino: questo è il linguaggio del fatalismo e della disperazione».

Il coprifuoco non è bastato a fermare i disordini a Lod: martedì abitanti arabi hanno assaltato e dato alle fiamme le sinagoghe, la stessa notte un ebreo israeliano ha sparato e ucciso un arabo israeliano, giovedì un ebreo è stato ferito, ieri una bomba artigianale è stata lanciata verso un gruppo di donne ebree. «I rivoltosi arabi sono certamente più numerosi. Ma vedere questi progromchiks ebrei incendiare i negozi di proprietà degli arabi e picchiare un passante con l’asta che tiene la bandiera israeliana mi procura una profonda vergogna. Fanno agli arabi per le strade quello che i miei bisnonni hanno dovuto subire in Est Europa».

Il marito Eli – ex preside della facoltà di Legge ad Haifa – fa notare che «gli arabi israeliani hanno accumulato armi. Finché la violenza restava tra di loro, Netanyahu e la polizia non sono intervenuti. Speriamo che quell’arsenale non ci si rivolti contro».

Amos Oz nel 2004 ha pubblicato il libro Contro il fanatismo per affrontare gli intolleranti e i faziosi che stanno spadroneggiando tra Ramle, Acri, Bat Yam, Jaffa. «Nell’ultimo decennio della sua vita mio padre si è concentrato sul tema dell’estremismo che è presente in tutti i suoi romanzi. Abitati da personalità estreme perché la sua famiglia e la Gerusalemme della sua infanzia erano abitate da personalità estreme. Nel saggio costruisce una teoria del fanatismo per poterlo combattere. Netanyahu non è un fanatico ma ha coltivato i fanatici perché ne aveva bisogno per restare al potere».

Fania indica i boschi verso sud e racconta di aver visto di là dalla cima degli alberi le scie del sistema antimissile. «Hamas è un’organizzazione di super-fanatici. Dall’ultima guerra con Israele nel 2014 hanno continuato a rinforzare gli armamenti. Era inevitabile che prima o poi si arrivasse a questo altro sevev. Non possono restare seduti su migliaia di razzi, non hanno altra ragione d’essere, certo non quella di far prosperare i palestinesi sotto il loro dominio».


(Corriere della sera, 15 maggio 2021)

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