13 Giugno 2026
Corriere della Sera

La Milano di Luisa Muraro: laurea alla Cattolica, l’incontro con Lia Cigarini e la Libreria delle donne in via Dogana

di Marco Persico


Filosofa e pedagogista, tra le figure più autorevoli del femminismo italiano, Luisa Muraro si è spenta a Milano alla vigilia del suo ottantaseiesimo compleanno. La sua morte un mese dopo la scomparsa di Lia Cigarini


Domani avrebbe compiuto ottantasei anni Luisa Muraro, filosofa, pedagogista, tra le figure più autorevoli del femminismo italiano, è morta oggi nella “sua” Milano. A darne notizia è stata la Libreria delle donne di Milano, di cui fu tra le fondatrici e le principali animatrici, con un messaggio pubblicato sui social. «Una grande maestra», la definiscono le donne della Libreria. «Lo è stata per i suoi studenti, dalla scuola media all’Università di Verona, dove ha insegnato tanti anni e dove ha dato vita, con altre, alla comunità filosofica Diotima; per le donne e gli uomini che l’hanno letta e ascoltata; per chi ha avuto la fortuna di pensare con lei». La morte di Muraro arriva poco più di un mese dopo la scomparsa di un’altra storica fondatrice della Libreria delle donne, Lia Cigarini

Nata nel 1940 a Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza, Muraro a Milano si era laureata all’Università Cattolica. E proprio a Milano, a cui era legata in modo indissolubile, avrebbe sviluppato gran parte del proprio percorso intellettuale e politico. Dopo gli anni dell’insegnamento e dell’impegno nei movimenti delle donne, contribuì alla nascita della Libreria delle donne di Milano, aperta nel 1975 in via Dogana e divenuta uno dei luoghi simbolo del femminismo italiano ed europeo.

L’incontro con Lia Cigarini

Muraro apparteneva alla generazione che contribuì a costruire il femminismo della differenza in Italia. Dopo l’incontro con il gruppo Demau (Demistificazione autoritarismo patriarcale), una delle prime esperienze femministe italiane, a Milano conobbe Lia Cigarini, destinata a diventare una delle figure centrali del suo percorso politico e teorico. Insieme fondarono nel 1975 laLibreria delle donne, luogo che sarebbe diventato un punto di riferimento internazionale in città e per il pensiero femminista. 

Il ricordo di Lea Melandri

Tra i primi ricordi arrivati dopo la notizia della scomparsa c’è quello della scrittrice e saggista Lea Melandri, compagna di percorso nei primi anni del femminismo milanese. In un messaggio pubblicato sui social, Melandri ricorda di avere conosciuto Muraro ancora prima della stagione femminista, all’inizio degli anni Settanta, durante il lavoro con lo psicanalista Elvio Fachinelli attorno all’esperienza pedagogica de L’erba voglio. «Dopo il decennio degli anni ’70, che ci ha visto insieme, dal collettivo di via Cherubini alla Libreria delle donne e la sede di Col di Lana, una divergenza sulle posizioni del femminismo ci ha allontanate, senza per questo interrompere un dialogo critico alla distanza», scrive Melandri. Un passaggio che racconta bene la storia del femminismo italiano: una vicinanza politica e intellettuale che non ha escluso differenze profonde. Eppure, osserva Melandri, «il filo conduttore della lunga storia che abbiamo condiviso non è mai venuto meno». A confermarlo, secondo la saggista, sono le parole pronunciate da Muraro in una recente intervista raccolta da Elvira Roncalli nel volume «Il futuro è aperto» (Prospero Editore, 2025), dove la filosofa rifletteva sul rapporto tra teoria ed esperienza: «La teoria è necessaria e so anche che la teoria non basta», affermava Muraro, aggiungendo che il pensiero non deve mai pretendere di sostituire la realtà vissuta. «Occorre invece che il pensiero ragionante non pretenda di completare il discorso e lasci posto all’esperienza». Melandri conclude il suo ricordo con un semplice saluto: «Ciao Luisa».


(Corriere della Sera, 13 giugno 2026)

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