30 Ottobre 2026
La Stampa

Putin ormai epura anche Novaja Gazeta, chiusa a forza la redazione di Anna Politkovskaja

di Jacopo Iacoboni

 

I giornalisti: «Il giornale non esisterà più. Le autorità russe e i servizi segreti hanno costretto la redazione a cessare le attività». Sfrattato il glorioso edificio in via Potapovskij, dove lavorarono alcuni miti del giornalismo indipendente

 

Il palazzo di Novaja Gazeta, un luogo glorioso per il giornalismo indipendente mondiale, non esisterà più. La redazione verrà chiusa dal regime di Putin, via l’edificio in via Potapovskij, nel centro di Mosca. Cesserà le attività anche il museo di Anna Politkovskaja, la reporter assassinata il 7 ottobre 2006 a Mosca, nell’androne del suo palazzo in via Lesnaja, dove fu uccisa a colpi di pistola da un commando di ceceni vicini al regime di Mosca.

«Il 9 novembre spegneremo le luci della nostra redazione, dove abbiamo vissuto per trent’anni, disattiveremo i server e ce ne andremo. Il giornale non esisterà più. Le autorità russe e i servizi segreti hanno costretto la redazione a cessare le attività», scrivono i giornalisti. The Insider è in possesso della lettera che hanno scritto alla redazione (destinata ai lettori) il direttore Sergej Sokolov e la giornalista Irina Gordienko: «Ci aspetta un trasferimento in un luogo sconosciuto. Siamo diventati rifugiati nel nostro stesso paese». Spiegano che il regime ha concesso pochissimo tempo per lasciare i locali e, al momento, non è previsto un nuovo ufficio. Anche banche e aziende private si rifiutano di aiutare il giornale con la raccolta di donazioni.

Nello storico edificio di via Potapovskij avevano lavorato alcuni dei miti per una generazione di giornalisti, non solo russi, Anna Politkovskaja, Natal’ja Estemirova, Stanislav “Stas” Markelov, Jurij Ščekočichin, Igor Domnikov, Anastasija Baburova. Assassinati perché rappresentavano un fastidio vivente per Putin e i suoi sgherri. Ancora di recente è stato aggredito su un treno Dmitrij Muratov, a seguito dell’aggressione ha rischiato di perdere la vista. La corrispondente Elena Milašina è stata aggredita. Contro il caporedattore Oleg Roldugin è stato avviato un assurdo procedimento penale. Al direttore Sergej Sokolov è stata perquisita l’abitazione. Poche settimane fa, il 7 ottobre, al museo di Politkovskaja era stata restituita la targa commemorativa, restaurata, dopo che teppisti probabilmente prezzolati l’avevano più volte rimossa facciata dell’edificio in cui Politkovskaja fu assassinata nel 2006.

La giornalista simbolo di Novaja Gazeta fu assassinata il 7 ottobre 2006 a Mosca, nell’androne del suo palazzo in via Lesnaja, a colpi di pistola. Il 7 ottobre è il giorno del compleanno di Vladimir Putin, che evidentemente non dovette rammaricarsi del dono. L’esecutore materiale dell’assassinio risultò essere Rustam Makhmudov, ceceno, condannato nel 2014 all’ergastolo insieme ai complici (tra cui lo zio e il fratello). Nella banda di killer ci furono anche Sergej Chadžikurbanov, ex poliziotto, e Dmitrij Pavljučenkov (ex ufficiale di polizia), che organizzarono l’omicidio. I mandanti non sono mai stati identificati con certezza, né c’è mai stato particolare zelo di Putin nel cercarli, diciamo così. Nel 2023 però Chadžikurbanov è stato gentilmente graziato da Putin dopo aver combattuto in Ucraina. Questa è la Russia che è stata generata dal putinismo. Quella di Anna Politkovskaja combatte in esilio, dove probabilmente continuerà a operare “Novaja Gazeta”.

 

(La Stampa, 30 ottobre 2026)