9 Marzo 2026
La Sicilia

L’arte dice No a guerra e morti in mare

di Pinella Leocata


Catania. Le opere femministe su Niscemi e Lampedusa di Pedilarco e Sferlazzo

“Elegie visive di vita e di sogno” è il titolo della mostra organizzata dalle femministe della Città Felice e la Ragna-Tela alla Galleria d’Arte moderna di Via Castello Ursino 32 in occasione della giornata internazionale dei diritti delle donne.

In esposizione le opere, alcune in tele di grande formato, di due giovani artiste siciliane che hanno già una lunga esperienza espositiva in Europa. Le accomuna una forte sensibilità per il loro territorio d’origine di cui raccontano la bellezza violata dalla violenza degli uomini e dalla loro volontà di guerra.

La niscemese Eleonora Pedilarco dipinge la rivolta contro i Muos, la grande antenna dell’esercito statunitense che guida le operazioni di guerra nel mondo, strumento di morte a causa del quale è stata distrutta una sughereta centenaria. Un impianto tornato al centro delle cronache adesso che la frana, frutto anche dell’incuria umana, ha scempiato il centro storico. Una denuncia, quindi, ma anche canto del sentimento che lega le donne alla terra e ai colori di Sicilia.

L’altra artista, la lampedusana Rossella Sferlazzo, ferma in immagini tragiche il dolore per i tanti migranti che arrivano cadaveri nella sua isola e per quanti vengono accolti e curati da indicibili sofferenze. Opere che sono anche un canto alle donne che, nonostante tutto, vibrano in aria, in cielo, in acqua. A fianco di queste tele le foto dei “Lenzuoli della memoria migrante” che fissano in immagini i lenzuoli ricamati a mano dalle madri e dalle sorelle dei migranti morti nel naufragio di Cutro, insieme agli attivisti delle “Carovane migranti”. Sudari portati in una sorta di processione laica fino al cimitero di Cutro. La mostra è stata accompagnata da performance di musiciste, danzatrici, cantanti folk e poetesse.


(La Sicilia, 9 marzo 2026)

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