23 Gennaio 2026
il manifesto

Nel cuore pensante dell’umano seguendo Etty Hillesum

di Giuseppe Frangi


È stato fatto buio nella piazza su cui si affaccia l’Accademia Carrara nel cuore di Bergamo: buio per far parlare la scritta luminosa che da qualche settimana è apparsa a coronare la facciata settecentesca progettata da Simone Elia. Con l’oscurità infatti dialettizza la scritta immaginata e disegnata da Emma Ciceri: «Essere luminosi nel buio». Quasi una tautologia che si riversa su chi transita in quel luogo magico della città. Ciceri, videoartista bergamasca che aveva mosso i primi passi in quella fabbrica creativa che era stato lo studio di Stezzano di Adrian Paci, si è ispirata ad una delle sue figure di riferimento, Etty Hillesum.

La frase non è una citazione della scrittrice ebrea olandese uccisa ad Auschwitz nel 1943, quanto una dedica a lei e insieme una libera interpretazione del suo pensiero e della sua avventura umana. «Mi ero annotata questa frase anni fa, dopo avere letto i suoi Diari e le sue Lettere, per me un riferimento importante nel processo di pensare la vita mentre la si vive. Lei ha saputo essere “un cuore pensante” dentro uno dei più tragici disastri della storia dell’umanità. Cosa c’è di più urgente oggi se non ristudiare la storia e la biografia di chi è stato luminoso nelle pagine più buie?», si legge nel testo con cui Ciceri ha voluto accompagnare l’opera.

L’artista ha dialogato con il disegno architettonico della facciata. Ha colto i motivi orizzontali che la attraversano vedendovi delle righe di un quaderno e ha scelto la riga più alta, quella rimasta libera da altri motivi, per appoggiarvi il neon bianco con la frase. L’immagine del quaderno ha acceso nell’artista l’idea che a scrivere la frase fosse la mano di suo figlio Matteo, otto anni, nel cui corsivo traspare la chiarezza di una grafia disciplinata e non ancora personalizzata.

Ciceri non è nuova a lavorare a quattro mani con i suoi figli. Due tra i suoi lavori più recenti sono stati realizzati in coppia con Ester (detta Etty, non a caso…), una ragazzina segnata da gravi lesioni subite alla nascita: con lei ha realizzato Nascita aperta, video di una performance fatta ai piedi della Pietà Rondanini e presentato davanti al capolavoro di Michelangelo al Castello Sforzesco, e Studio di mani, meditazione sul Compianto di Giovanni Bellini esposta al Museo Diocesano di Milano.

Due opere che si potranno rivedere l’anno prossimo in occasione della mostra che Emma Ciceri terrà negli spazi suggestivi dell’ex chiesa di San Lupo a Bergamo, che così riprende la sua programmazione. Nell’attesa ha lanciato alla sua città questo messaggio in bottiglia come invito discreto a mettersi in gioco nella stagione confusa e oscura della storia che stiamo attraversando.


(il manifesto, 23 gennaio 2026)

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