15 Dicembre 2006

Chiara Pergola – Epifanie


Nella Quarta vetrina, un lavoro di Chiara Pergola attraverso cui l’artista, a partire dalla sua vicenda famigliare, tenta di evidenziare la continuità tra storia individuale, percorsi collettivi, costruzione culturale e mondo della vita, mostrando il corpo come luogo in cui tale continuità si manifesta. È proiettato il video che documenta l’azione corale da cui il lavoro è nato, con la presentazione di Donatella Franchi e un intervento di Annalisa Cattani.

“La mia ricerca si radica nei contesti e può essere descritta come un modo di collocarsi e di delineare un territorio di scambio.  Sono interessata alle modalità con cui gli aspetti relazionali si strutturano nel presente sistema economico; rispetto a questo cerco di immaginare e mettere in campo pratiche inter-soggettive mediate da un rapporto con gli oggetti che possa comprenderne il consumo, ma senza esaurirsi in esso. Particolare rilievo hanno anche le componenti testuali e la scrittura; ho iniziato il percorso artistico utilizzando come medium testi di riferimento del ’68 italiano; partendo dalla mia abitazione di origine, in cui erano raccolti (Clausura, 2005) ho progressivamente sconfinato occupando luoghi di cultura (Epifanie, Libreria delle donne di Milano, 2006), librerie e biblioteche (sCulture, Melbookstore, 2007; Galleria Civica di Modena, 2008). Nel 2009 dopo la laurea in Pittura, seguo il laboratorio di paesaggio manUfatto in situ tenuto da Tania Bruguera, con cui tutt’ora collaboro in relazione a specifici progetti (International Migrants Day, 18 dicembre 2011 e 2012).   Con un happening di incisione collettiva, ho fondato il museo-opera Musée de l’OHM all’interno di un comò del XIX secolo, che accoglie mostre di arte contemporanea ed è a sua volta oggetto di mostre presso varie sedi: galleria neon>campobase di Bologna, Museo d’Arte Moderna di Bologna, Museo Civico Medievale di Bologna dove è visibile all’interno della Sala Cospiana. L’immagine Sightseeing è un collage fatto mentre leggevo La testa senza il corpo di Kristeva.”

Chiara Pergola 2012

 

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